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Arte e cinema, passione e influenza reciproca mai finita. E l’Open Prize da 13 anni premia, collateralmente alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, un regista presente alla kermesse che con la sua opera riveli, in maniera inedita, un fertile interesse verso la seducente tematica della mutua interazione tra arte e cinema, e delle rispettive emozioni. Il riconoscimento, ideato nel 2000 da Paolo De Grandis e Pierre Restany era nato in concomitanza della mostra riservata all’arte scultorea “Open”, che dopodomani aprirà la sua sedicesima edizione. Ed è stato l’artista veneto Marco Nereo Rotelli, quest’anno, ad ispirare la regia di Serena Nono, che arriva dopo il premio 2012 a Robert Redford. Veneziana, classe 1964, Serena Nono ha vinto con la sua terza pellicola “Venezia salva”, che con attori professionisti e non professionisti provenienti dalla Casa dell’Ospitalità della laguna mette in scena il testo di Simone Weil, sul tentato sacco di Venezia del 1618. Un film che segna un ritorno anche ai personaggi delle sue due prime produzioni, “Ospiti” e “La via della Croce”.


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