04 giugno 2015

Mart: museo aperto, dialogante e solido. Lo dice il neo direttore Gianfranco Maraniello, nella prima presentazione ufficiale

 

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Avrà mandato quinquennale Gianfranco Maraniello, nominato lo 26 febbraio nuovo direttore del Mart di Trento e Rovereto dal Cda del museo, presieduto da Ilaria Vescovi.
Stamattina, con le presentazioni ufficiali, si chiude così l’era Collu, con il suo strascico di polemiche. Introdotto dalle figure della politica locale, il neo direttore ha promesso una pianificazione dei futuri programmi del museo in tempi rapidi, e ha rimarcato come il Mart sia un  «progetto identitario costruito negli anni. La fiducia e la continuità pluriennale che ha avuto finora sono risorse che ricevo con estrema felicità», ha dichiarato Maraniello, classe 1971 e una carriera iniziata come curatore al Palazzo delle Papesse e culminata alla direzione dei Musei Civici di Bologna, ruolo assunto nel 2013. Ma come sarà il Mart del prossimo futuro? Verrebbe da dire “glocal”, stando alle parole del neo direttore: «Il Museo deve essere un luogo di ricerca e di qualità culturale dalla solida reputazione internazionale e, nel contempo, saper essere interlocutore e centro d’ascolto delle istanze del territorio. Un’istituzione non è nulla senza il suo territorio, così come un direttore non è nulla senza il proprio staff. Per questo è necessario elaborare un progetto chiaro, trasparente, condiviso da tutti i livelli, fuori e dentro il Museo».
Dello stesso avviso la Presidente Ilaria Vescovi (nella foto sopra con Maraniello): «Il Mart è chiamato a sviluppare progetti ambiziosi e concreti con sguardo internazionale, ma ben saldi nella storia e nelle radici del territorio a cui noi tutti dobbiamo tanto – e non in ultimo, anzi, afferma la Presidente – è necessario incrementare il dialogo con i privati senza che questo significhi svendere la cultura, e di questo ci facciamo garanti». 
Noi, intanto, attendiamo con curiosità di conoscere la scaletta del prossimo inizio del nuovo capitolo del museo, con Maraniello che promette sarà «aperto, dialogante e solido».

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