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“L’etichetta riprende un simbolo iconografico celebre, la nottola, o civetta, di Minerva, l’essere alato che accompagna Athena glaucopide nei miti dell’antica Grecia, nei quali simboleggia la saggezza e la filosofia. La fusione con il cucchiaino citato nel tema del concorso (Il cucchiaino nella bottiglia di birra salverà il mondo dal buco nero svizzero?) ci è sembrata piacevolmente ironica (quasi un ulteriore elemento iconografico), ma la cosa che ci ha convinti di più è stato il progetto grafico particolarmente adatto a un’etichetta, che pensiamo possa fare presa su quel popolo della notte a cui essa è rivolta. In generale, chi trovasse questa etichetta in un ipotetico futuro, potrebbe risalire a due culture particolarmente importanti, quella greca e quella romana e magari, se esistesse ancora l’Europa, capire meglio su quali valori essa si era costituita”.
Il curatore Marcello Smarrelli, l’artista Elisabetta Benassi, il gallerista Corrado Gugliotta, il collezionista Alberto Toffoletto, Paola Maina, dell’ufficio stampa Birra Menabrea e Danilo Ruggiero, presidente Untitled Association, con queste motivazioni quasi antropologiche oltre che mitiche, hanno scelto la grafica del giovane Andrea De Stefani, veneto classe 1982, che ha sbaragliato i colleghi Maria Giovanna Drago (Milano, 1984), Michele Gabriele (Fondi, 1983), Marco Palmieri (Tulsa, Oklahoma, 1984), Serena Vestrucci (Milano, 1986).
Al giovane andrà un contributo in denaro per la produzione di un’opera inedita, e la possibilità di realizzare e pubblicare un libro d’artista in collaborazione con CURA.BOOKS. E per tutti invece, la possibilità di bere da una bottiglia “etichettata” ad arte!












