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Una bella novità, in effetti, la nascita di un Fondo per lo sviluppo urbano a Milano. La città di Expo, infatti è il primo comune italiano che, grazie al rapporto tra impresa privata e settore pubbico, potrà permettersi riqualificazioni di aree metropolitane altrimenti difficilmente attuabili.
Il Fondo, che sarà attivo tra circa un anno, è nato in collaborazione con la Banca europea per gli investimenti (Bei) che farà da garante per una serie di interventi «a bassa redditività finanziaria ma ad alto contenuto sociale, che in genere faticano a trovare finanziatori “tradizionali” come le banche», ha ricordato il vicesindaco Ada Lucia de Cesaris, ripresa anche dal Sole 24Ore.
Per iniziare l’amministrazione doterà gli interventi prioritari di 30-40 milioni, che potranno salire negli anni successivi a 80-100. In cantiere, subito, alcune aree poco felici o decisamente degradate, come il Quartiere Adriano, l’area dei Navigli, o di Porto di Mare.
Ispirato ai progetti di Fondazione Cariplo, e al modello londinese, il Fondo promuoverà gli investimenti attraverso l’erogazione di prestiti, di garanzie sul credito o acquisendo partecipazioni societarie. Il Fondo «darà la possibilità di intervenire con una forte regia pubblica per riqualificare parti del territorio anche al di là dei confini cittadini», ha ricordato De Cesaris. Una buona notizia, e che fa ben sperare anche per il futuro della Milano post-Expo.










