Create an account
Welcome! Register for an account
La password verrà inviata via email.
Recupero della password
Recupera la tua password
La password verrà inviata via email.
-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
Ottone, rame, piani in marmo e dettagli in legno dalle linee super smooth. Questo è il trend del Salone del Mobile di quest’anno, dove grandi aziende e produttori seguono la strada estetica già intrapresa da qualche anno dai designer indipendenti e più avanguardisti. Nessuna novità quindi, se di nuovo la conferma è che il mercato continua a seguire con un certo ritardo le tendenze che dettano i piccoli marchi più coraggiosi, i makers, e i young designers d’eccellenza, i quali spesso e volentieri espongono invece in centro città. Ma se da un lato le recenti polemiche che hanno accompagnato l’algido articolo di Alice Rawsthorn su Frieze o la dichiarazione di Jasper Morrison secondo il quale bisognerebbe rinominare in Salone del Mobile il Salone del Marketing, dall’altro rimane innegabile la bellezza e il primato della fiera milanese a livello globale. La sempre più crescente internazionalità dell’evento, accompagnata a un’innegabile qualità dei prodotti esposti, rende la Fiera un evento democratico, piacevole anche per i “non del settore”, dove si può zigzagare tra salotti vellutati o giocosi giardini, insieme a musiche curatissime, oggetti di scena ricercati e ambienti dal mood rilassato. (Elisabetta Donati De Conti)












