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Si comincia dall’EXPO Gate, luogo che già è diventato simbolo di una Milano che sta cambiando sotto i colpi dell’Esposizione Universale. E cambia non solo architettonicamente, o con un nuovo life style urbano, ma anche con l’arte, e il calcio d’inizio è per omaggiare uno dei più grandi personaggi che la città ha regalato alla storia dell’arte di tutti i tempi: Piero Manzoni.
Non solo la mostra a Palazzo Reale, ma una maratona che in via Beltrami durerà oltre 7 ore, dalle 10 in poi, dove 15 artisti (Dario Buccino, Andrea Francolino, Francesco De Molfetta, Luisa Elia, Paola Fonticoli, Cesare Galluzzo, Omar Hassan, Cecilie Hjelvik Andersen, Elena Modorati, Guido Pautasso, David Reimondo, Fabio Roncato, Alessandro Traina e Miriam Secco) in collborazione con la Fondazione Manzoni metteranno insieme “Reenacted”, riproponendo tre opere-performance.
La prima? L’offerta, a chi lo desidera, del proprio Fiato d’artista, come fece Manzoni nel 1960, sigillando il palloncino e issandolo su una base in legno, dove una targhetta citava: “Piero Manzoni. Fiato d’artista”; la seconda? Al pubblico saranno date le Uova-digitali (Consumazione dell’arte, dinamica del pubblico, divorare l’arte), riferimento all’ultima mostra alla Galleria Azimut, dove Manzoni distribuì al pubblico uova sode da mangiare, sulle quali erano state apposte le sue impronte digitali, mentre l’ultima azione –concettuale in assoluto e di duchampiana memoria, sarà derivata dalle Carte d’autenticità: gli artisti firmeranno le persone del pubblico che vorranno divenire “opera d’arte”. Per sempre, solo in certi atteggiamenti o solo in una parte del corpo. Et voilà, buon EXPO a tutti, senza dimenticare l’avanguardia.











