07 maggio 2012

Milano. Un comitato di artisti e cittadini anche per l’ex cinema Manzoni, per riaprirlo senza “stile Excelsior”

 

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Milano s’è desta, verrebbe da dire, fatto sta che sull’onda di MACAO arrivano anche altre nuove. E anche stavolta si parla di un altro spazio storico della città, che rischia di essere definitivamente smantellato. Stiamo parlando dell’ex cinema Manzoni, tornato in auge lo scorso inverno con la mostra curata da Massimiliano Gioni di Pipilotti Rist per Fondazione Trussardi. La sala, chiusa dal 2006, millecento posti a sedere e attualmente sotto il braccio del fondo immobiliare Prelios, che ha acquistato lo stabile nel 2008 in un’operazione costata 60 milioni di euro, per un progetto di riqualificazione che fa venire immediatamente in mente quello realizzato all’ex cinema Excelsior, trasformato in un centro commerciale di lusso nel cuore di corso Vittorio Emanuele.
E all’indomani dell’occupazione del Galfa arriva la proposta, firmata dall’associazione 100 autori, di riportare il Manzoni non solo a riaprire la propria sala ma anche a farlo diventare un contenitore culturale, soprattutto legato agli aspetti del cinema e dell’audiovisivo, partner per università e istituzioni culturali, nonché biblioteca “dei media” e luogo di eventi e festival. Cinzia Masòtina, promotrice della rinascita dell’ex cinema insieme all’attrice Mietta Albertini, al regista Franco Bocca Gelsi e ai critici Luisa e Morando Morandini, ha parlato della necessità di «valorizzare la vocazione di Milano al mondo del video e della musica» e ha organizzato una serie di incontri sul futuro della struttura, il primo dei quali si terrà giovedì alla Fabbrica del Vapore anche se, rispetto a un’idea di occupazione della struttura, sulla scia degli eventi degli ultimi giorni ha ribadito la necessità di «non perdere l’abitudine al confronto». Nemmeno con le istituzioni, ed evitando il clientelismo.

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