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Un provvedimento legislativo che mirava a svecchiare e sburocratizzare il settore, dando efficienza a musei statali, biblioteche e archivi con un provvedimento semplice quanto indispensabile: l’introduzione dei servizi aggiuntivi di bookshop e di ristorazione, che lui per primo importò in Italia. La sua uscita dalla scena politica lasciò purtroppo incompiuta la “rivoluzione”, condannandoci a ritardi che ci portiamo dietro ancora oggi.
Difficile dare conto della lunga serie di successi di Ronchey – che era nato a Roma nel 1926 – in campo editoriale e giornalistico, dagli esordi alla Stampa di Torino, ai ruoli di inviato in Russia e poi negli Stati Uniti, di direttore della Stampa dal 1968 al 1973, di editorialista del Corriere della Sera, fino a quello di presidente del gruppo editoriale Rcs. Diecine i libri pubblicati, reportage e saggi di politica internazionale, temi ripresi nell’ultimo – Il fattore K, del 2004 -, che ripercorre sessant’anni di storia italiana e mondiale.
[exibart]













