05 giugno 2013

MuCem di Marsiglia, il cambiamento della Francia. Con una collezione nazionale che lascia per la prima volta Parigi

 

di

MuCem, Marsiglia
Nell’anno di grazia di Marsiglia Capitale Europea della Cultura, non solo è arrivata la Villa Mediterranee di Stefano Boeri o lo specchio di Norman Foster in grado di ribaltare la percezione al vecchio porto ristrutturato della città, ma anche il Museo delle Culture d’Europa e del Mediterraneo, il MuCem. Una struttura che la città portuale del sud della Francia aprirà al pubblico il prossimo venerdì, anche se è già stato “battezzato” dalla visita di Hollande negli scorsi giorni. 
Firmato dal francese Rudy Ricciotti -progettista anche dell’area islamica del Louvre, per un progetto costato 191 milioni di euro, il MuCem è un cubo di vetro poggiato in riva al mare, nei pressi degli hangar del porto e dell’antico forte di Saint-Jean, collegato con una passerella panoramica che parte dal tetto del museo, 44mila metri quadrati che raccolgono qualcosa come 250mila oggetti, stampe e foto. Zeev Gourarier, Direttore scientifico delle collezioni, ha dichirato: «Bisogna vivere il MuCem come un “museo di società e di idee”, che parla delle genti e dei fenomeni antropologici. È un luogo inedito, il primo museo al mondo dedicato alle culture del Mediterraneo, aperto a dibattiti senza tabù con salti tra passato e presente». E forse, tra le pieghe di questo relazionarsi tra storia antica e contemporanea e umanità, c’è anche un nuovo primato che Marsiglia ottiene: per la prima volta in Francia una collezione nazionale ha lasciato Parigi per essere integralmente trasferita in un capoluogo regionale. 

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