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Nell’anno di grazia di Marsiglia Capitale Europea della Cultura, non solo è arrivata la Villa Mediterranee di Stefano Boeri o lo specchio di Norman Foster in grado di ribaltare la percezione al vecchio porto ristrutturato della città, ma anche il Museo delle Culture d’Europa e del Mediterraneo, il MuCem. Una struttura che la città portuale del sud della Francia aprirà al pubblico il prossimo venerdì, anche se è già stato “battezzato” dalla visita di Hollande negli scorsi giorni.
Firmato dal francese Rudy Ricciotti -progettista anche dell’area islamica del Louvre, per un progetto costato 191 milioni di euro, il MuCem è un cubo di vetro poggiato in riva al mare, nei pressi degli hangar del porto e dell’antico forte di Saint-Jean, collegato con una passerella panoramica che parte dal tetto del museo, 44mila metri quadrati che raccolgono qualcosa come 250mila oggetti, stampe e foto. Zeev Gourarier, Direttore scientifico delle collezioni, ha dichirato: «Bisogna vivere il MuCem come un “museo di società e di idee”, che parla delle genti e dei fenomeni antropologici. È un luogo inedito, il primo museo al mondo dedicato alle culture del Mediterraneo, aperto a dibattiti senza tabù con salti tra passato e presente». E forse, tra le pieghe di questo relazionarsi tra storia antica e contemporanea e umanità, c’è anche un nuovo primato che Marsiglia ottiene: per la prima volta in Francia una collezione nazionale ha lasciato Parigi per essere integralmente trasferita in un capoluogo regionale.










