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Saranno oltre 8mila metri quadrati gli spazi a disposizione del futuro Museo di Mestre, progetto a cui sta lavorando da tempo la Fondazione di Venezia, struttura intenzionata in tal modo a diventare più operativa e meno erogatrice di finanziamenti, e nello stesso tempo ad orientarsi maggiormente verso la terraferma veneziana. Ora con l’acquisizione – conclusasi in questi giorni – degli spazi dell’ex caserma dei carabinieri di via Pascoli, che si vanno a sommare a quelli dell’ex presidio militare di via Poerio a Mestre, un’area di circa 6mila metri quadrati, il progetto Mume – questo l’acronimo già coniato – entra nella fase dello studio progettuale. La fondazione lavora da diverso tempo all’elaborazione del concept museale, seguendo l’imput del sindaco Massimo Cacciari che vorrebbe farne il Museo del Novecento, con un impianto contenutistico e architettonico al livello delle più avanzate esperienze nazionali e internazionali. Il progetto riveste e rivestirà sicuramente un’importanza fondamentale non solo per l’intrinseco valore artistico-culturale, ma anche e soprattutto per il recupero gli spazi e dell’immagine della città di Mestre e più generalmente della terraferma lagunare veneziana, la cui valorizzazione è uno dei cardini dell’attività e dell’impegno della Fondazione di Venezia.
[exibart]










speriamo che più di un museo polveroso ne faccano un centro di eccellenza sul contemporaneo!
A mio avviso data la vicinanza con Venezia, potrebbe aver un senso l’investimento necessario ad impostare una nuova raccolta museale, purchè essa risulti estremamente mirata tematicamente e di alto-altissimo livello.
Facio un esempio: una raccolta di vetri muranesi che renda testimonianza delle grandi personalità artistiche che nel secolo scorso nel territorio, hanno dato vita ad un momento creativo magico ed irripetibile ).
Non esiste infatti nulla di simile in Italia, ma neppure a Murano ( il museo del vetro non abbonda certo di opere che possano degnamente testimoniare il ‘900 ). L’ interesse
internazionale sull’argomento è molto vivo, come testimoniano le cifre da capogiro pagate da collezionisti e musei(americani soprattutto)per assucurarsi le opere di questo Vs felice periodo. Forse, saremmo ancora in tempo a preservare un pezzo importante della storia e del patrimonio culturale nazionale e nel contempo valorizzare Mestre, realizzando un primo valido motivo di grande interesse ( con relativi ritorni commerciali) affinchè la città venga ad essere stabilmente inclusa nel circuito turistico mondiale che insiste sulla vicina Serenissima( lasciandosi oltretutto alle spalle la poco attraente immagine di città dormitorio e parcheggio auto, all’ esclusivo servizio dell’ illustre vicina).
Agli interessati, potrei offrire una eventuale consulenza professionale.
Saluti,
P.Ponti