19 febbraio 2013

Napoli ’80. Un incontro eccezionale a Castel Sant’Elmo, con Lia Rumma e Angelo Trimarco, a raccontare il successo del contemporaneo all’ombra del Vesuvio

 

di

Lia Rumma, con un'opera di Ettore Spalletti Angelo Trimarco

C’erano una volta gli anni ’80 a Napoli, e come vi abbiamo raccontato, Castel Sant’Elmo ha deciso di focalizzare una serie di appuntamenti proprio sul decennio che ha visto affermarsi la città partenopea come palcoscenico dell’arte contemporanea, supportata dal lavoro di una serie di gallerie private ed eccellenti che hanno, via via, portato nel Golfo alcuni degli artisti più straordinari del mondo. 
Ospiti di giovedì, e segnatevelo in agenda perché non è cosa che capita tutti i giorni vederli in cattedra, saranno Lia Rumma, che non ha certo bisogno di particolari presentazioni, e Angelo Trimarco, giornalista e docente di Storia della Critica d’arte all’Università di Salerno che, in quel periodo, raccontava la temperatura della città anche dalle colonne de “Il Mattino”, quotidiano di Napoli. 
Lia Rumma, gallerista dai primi anni ’70, ha esposto a Napoli per la prima volta Joseph Kosuth e  aveva fuso, all’epoca, lo spazio pubblico e privato della sua casa-galleria in via Vannella Gaetani, in zona Chiaia, ospitando mostre, tra gli altri, di De Dominicis, Burri, Spalletti, Pistoletto e Kiefer dialogherà, con Angelo Trimarco, sui fatti dell’arte in quel decennio che li ha visti schierati, ciascuno per la propria parte e per il proprio ruolo, con particolare coinvolgimento. Un regalo per Napoli, con il ritorno di due grandi protagonisti che hanno reso grande la cultura della città, e che hanno anche contribuito alla nascita di opere -nel caso di Lia Rumma-, nel tessuto urbano, leggi Kentridge per la recente fermata metropolitana di Toledo, celebrata anche dal New York Times. A rimarcare che la Napoli “contemporanea” non si è spenta.

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