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Serata live, a Napoli, a latere della Biennale dei Giovani artisti dell’Europa del Mediterraneo. Gli artisti Bianco-Valente esibiranno i loro visual sullo sfondo dei suoni del musicista Mass.
Il connubio audio-visuale Bianco-ValenteMass stra in questo periodo lavorando ad un nuovo disco, in uscita per aprile. Una buona occasione per carpire qualche brano in anteprima…
Vigna San Martino (Fondazione Morra) – Corso Vittorio Emanuele 340, Napoli
23.30
Evento off della Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo
martedi 20 settembre
[exibart]










Ti ho mandato qualche minuto fa una risposta senza aver letto. Adesso ho letto e ti
ho scritto.
Sei divertente, perchè hai una vis polemica fuori luogo straordinaria.
Ma che fai nella vita? Mi piacerebbe sapere come ti mantieni perchè tu, se non lo
sai, potresti vivere di giornalismo. sei proprio un cagacazzo coi fiocchi.
Bè, guagliò, chi sa che un giorno non ci incontriamo.
Adesso ti incollo le risposte alla tua. Scusa se rispondo per punti come fai tu, ma
si fa prima anche se non è carino.
Ciao e buona serata.
Domingo Aniello: un paradosso non trovi? Deontologicamente noi dovremmo
occuparci di una cosa che si chiama semiotica e di riflesso di una altra
cosa che si chiama comunicazione, però bisogna fare attenzione a non farsi
capire troppo….
Piero: La semeiotica lasciala agli intellettuali che tentano di interpretare (vedi, che so,
Jauss e l’Ermeneutica) e la comunicazione necessita di una dimensione drammatica che
manca (per fortuna) nell’arte contemporanea. L’arte non è mai stata comunicazione.
L’arte è delle elite e così deve essere perché appena si apre alle masse rischia di
diventare Pippo Baudo.
Domingo Aniello: un bluff! come dire un Big Mac, simula di essere un
panino quando non lo è tramite gli aromi naturali che naturali non sono…
p.g.: Esatto. Vedo che cominci a capire come stanno le cose…Cattelan insegna. Per lui
l’arte non esiste (non ha, ne ha mai avuto, nemmeno lo studio).
Domingo Aniello: in cosa si traduce questo potere se nessuno conosce la
tua opera escluso pochi eletti? Tra noi sembra non ci sia differenza, in
pochi conoscono il mio lavoro ed in pochi il tuo…
P.G.: Questo è un problema tuo, non mio. Io i miei affari me li faccio al meglio, mi
prendo l’aereo per NY, e vivo divertendomi, sempre spesato. Se a te non interessa
tutto questo, liberissimo, no?
Domingo Aniello: proprio come me, allora qual’è la differenza? Ti pagano
per girare il mondo? Morandi non si è mai mosso da Bologna eppure sembra
sia un artista…
P.G.: Morandi appartiene ad un epoca diversa dalla nostra e in ogni caso il mondo è bello
perché è vario. C’è spazio per tutti, almeno nei musei (leggi storicizzazione). Ma
tra i giovani se ti proponi col lavoro di Morandi ti ridono dietro.
Domingo Aniello: come dire…., moderarmi ed essere un poco più ambiguo
nella comunicazione come te…
P.G.: Ma io non sono ambiguo. Il mio lavoro è strutturato su due livelli. Un po’ come dice
un un antico saggio, Mosè Maimonide: la conoscenza è come una sfera d’oro nascosta
da un “cespuglio” di fili d’argento. C’è chi si ferma all’argento e chi vede l’oro.
Domingo Aniello: cazzo sei un sovversivo! Ma la distanza tra arte e vita
non era stata già azzerata con le avanguardie storiche? Devo ripassare
qualche cosa, insomma mi dici che l’arte tutto deve essere tranne che
descrittiva di una realtà? Pensavo che l’Impero nazista avesse fallito,
ricordi Goebbels? Sosteneva che quando si parlava di cultura la cosa più
saggia da fare fosse mettere mano alla pistola…
P.G.: Fai pure lo spiritoso. Resta il fatto che tu non incidi niente, in ogni caso meno di
me (che già incido poco). Questo atteggiamento provocatorio trasformalo in un lavoro
e vedrai come cambiano le cose. Lo dico per te perché mi dispiace per te, per la tua
condizione di sfigato.
Domingo Aniello: sul serio non esprimi giudizi?
P.G.: Certo che ognuno di noi esprime giudizi. Ma la differenza la fa il modo.
Domingo Aniello: nuovo ordine globale sistemico dell’arte dell’Impero
Transnazionale.
P.G.:Ma c’è qualche alternativa all’Impero Trasnazionale? Se me la indichi te ne sono
grato. Io credo che possiamo solo lavorare da dentro al sistema, migliorando e
modificando come possiamo e fin dove possiamo.
O tu pensi a qualcosa d’altro. Sono tutto orecchi.
Domingo Aniello: Pablo ha scritto più volte del mio lavoro…
P.G.: Se lo conosci saprai che è un radicale, nella sostanza un socialdemocratico e che
non sopporta moralismi e ideologie, soprattutto fascismi e stalinismi.
Domingo Aniello: non ti sembra drammatico e clientelare tutto questo?
P.G.: E’ la vita che è drammatica e clientelare. O vivi sulla Luna? O in una campana di
vetro? O in un convento? Sveglia!
Domingo Aniello: tu la chiami massa anonima ma forse intendi moltitudine
sommersa, siamo nel 2005….
P.G.: Sul concetto di massa ti consiglio di leggere Massa e Potere di Canetti.
Domingo Aniello: guarda che spazio c’è ne moltissimo, potrebbe
semplicemente essere ridistribuito, lentamente, nei secoli…
P.G.: Da chi? Da un collettivo che decide sulla mia pelle cosa devo fare? Da un ufficio
politico che agisce nel nome di una presunta verità?
Chi decide? Tu? Achille? Berlusconi? Sgarbi? Io?
Domingo Aniello: Artisti? E chi lo sa oggi? La storia si scrive postuma,
ti direi che il mio artista preferito è mio padre, preferisco la storia
personale a quella imposta dall’alto che tu sposi pienamente in maniera
quasi passiva ed acritica…
P.G.: Nessuno impone la storia dall’alto. La storia cresce dal basso e per quanto qualcuno
ci provi ogni tanto a indirizzare le cose, fatica molto. Tutte le nostre previsioni,
che siano leninismo “scientifico” (empirocriticismo?), scienza positivista o
pianificazione nazionalsocialista alla fine falliscono, o assumono una dimensione
diversa dal progetto. Certo la scienza resiste, ma solo perché è in parte
efficiente, mentre il resto, oltre ad essere un misto di fantasie e deliri
(comunismo e nazismo) hanno prodotto decine di milioni di morti.
La nostra cultura, il nostro passato, hanno prodotto anch’essi olocausti e abominii
(basta pensare alla bomba atomica ), ma tutto sommato, per questo mondo imperfetto
di 6 miliardi di esseri, la nostra democrazia (non certo il consumismo) è il sistema
migliore possibile, non fosse altro perché è modificabile e non è castale per
diritto di sangue, come invece era (ed è) che so, il sistema castale indossano.
Con questo c’è molto da fare e temo che non la spunteremo perché siamo quello che
siamo, ma l’alternativa radicale nella quale ti riconosci, il bolscevismo, non
funziona.
P.A.AFF.
Stando “off” da Napoli, non ho potuto carpire.
Com’è andata?