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Napoli, Napoli, ancora Napoli. In relazione ad una nostra nota su un articolo di Germano Celant apparso su L’Espresso della scorsa settimana (vedere link correlato), Eduardo Cicelyn -direttore artistico del Madre, il nuovo centro d’arte contemporanea di Napoli- interpellato dal quotidiano Il Mattino afferma che “ Exibart ha un atteggiamento non comprensibile, perché non esprime un giudizio proprio. Perché mette tutto in discussione, anche le qualità di Alvaro Siza”.
Ebbene siamo costretti a segnalare l’equivoco. Mai e poi mai la nostra deve essere considerata una presa di posizione a favore dell’uno o dell’altro museo. Sarebbe -considerando i pochi mesi di vita delle strutture- poco serio. Per quanto ci attiene, editorialmente, abbiamo in passato dato egual spazio a entrambe le aperture. Pubblicando, sul giornale cartaceo ad esempio, una pagina di intervista al direttore del Pan in occasione dell’apertura del Pan; due pagine di intervista al direttore del Madre in occasione dell’apertura del Madre.
E’ successo però che in questo caso, su un settimanale nazionale dedicato alla classe liberal e intellettuale, un famosissimo critico d’arte esprimesse giudizi sui due musei suffragandoli con elementi inesatti o superficiali come abbiamo sottolineato. E quando succede qualcosa del genere, per solito, Exibart lo evidenzia e lo pone all’attenzione del pubblico. Riguardo ad Alvaro Siza, invece, non ne mettiamo in discussione la bravura. Neppure ci sfiora l’idea. Ma rivendichiamo, da giornalisti, la necessità di vedere un museo completato prima di sapere se sarà o meno un perfetto contenitore dell’arte di oggi.
Ed infine evviva Napoli. Dove di musei si può financo discutere e polemizzare. A Milano, a Firenze, a Venezia non hanno proprio la materia prima…
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la nostra nota su Celant
[exibart]










Redazione: Napoli, Napoli, ancora Napoli. In relazione ad una nostra nota su un articolo di Germano Celant apparso su L’Espresso della scorsa settimana , Eduardo Cicelyn -direttore artistico del Madre, il nuovo centro d’arte contemporanea di Napoli- interpellato dal quotidiano Il Mattino afferma che ” Exibart ha un atteggiamento non comprensibile, perché non esprime un giudizio proprio. Perché mette tutto in discussione, anche le qualità di Alvaro Siza”.
Domingo Aniello: vero, sacrosanto, cosa ci sarebbe di male a mettere in discussione l’operato di Alvaro Siza, non sarà che questo sistema dell’arte lucra e specula un pochino troppo sugli intoccabili?
Redazione: Ebbene siamo costretti a segnalare l’equivoco. Mai e poi mai la nostra deve essere considerata una presa di posizione a favore dell’uno o dell’altro museo. Sarebbe -considerando i pochi mesi di vita delle strutture- poco serio. Per quanto ci attiene, editorialmente, abbiamo in passato dato egual spazio a entrambe le aperture.
Domingo Aniello: prendere posizione delegittimerebbe la vostra testata, se d’arte seriamente ci si deve occupare non si può scegliere tra il G8 privato delle gallerie transnazionali figlie dello sciacallo Lucio Amelio ed i santoni curatoriali della storia del mercato dell’arte con la propria rete.
Redazione: Pubblicando, sul giornale cartaceo ad esempio, una pagina di intervista al direttore del Pan in occasione dell’apertura del Pan; due pagine di intervista al direttore del Madre in occasione dell’apertura del Madre.
Domingo Aniello: quand’è che dedicherete uno speciale al P.A.AFF. non sarà che il vostro atteggiamento sopra le parti trascura un poco gli artisti sommersi non schierati?
Redazione: E’ successo però che in questo caso, su un settimanale nazionale dedicato alla classe liberal e intellettuale, un famosissimo critico d’arte esprimesse giudizi sui due musei suffragandoli con elementi inesatti o superficiali come abbiamo sottolineato. E quando succede qualcosa del genere, per solito, Exibart lo evidenzia e lo pone all’attenzione del pubblico. Riguardo ad Alvaro Siza, invece, non ne mettiamo in discussione la bravura. Neppure ci sfiora l’idea. Ma rivendichiamo, da giornalisti, la necessità di vedere un museo completato prima di sapere se sarà o meno un perfetto contenitore dell’arte di oggi.
Domingo Aniello: ma l’arte oggi ha bisogno di questo c***o di contenitore perfetto?
Redazione: Ed infine evviva Napoli. Dove di musei si può financo discutere e polemizzare.
Domingo Aniello: abbasso Napoli, che il Vesuvio la seppelisca per consegnare ai posteri intatta questa nefanda storia.
P.A.AFF. Posse Artisti AFFamm’
Nessun giornale dovrebbe essere di parte purtroppo così non è. Non condivido il taglio di Exibart giornale perchè come tutte le riviste da mandato al corrispondente di zona di decidere quale mostra è da mettere in risalto, a danno di altre…. Invece, elogio Exibart on-line perchè comunica solo le notizie delle mostre lasciando alle responsabilità dei curatori di scrivere il più delle volte delle fandonie su gli artisti per farli osannare.
Per quanto riguarda nuovi musei cittadini (sovvenzionati da fondi europei infiniti…)le scelte, sono, secondo i curatori, determinate dall’inserimento dell’artista nel mercato, e non tutte le opere sono di recente fattura: l’operazione quindi risulta didattica.Cosa bisogna fare per esporre nella propria città? dopo una esperienza di quarant’anni di attività? forse emigrare negli stati uniti , creare un mercato lì (perchè a Napoli non può esistere per le difficili e ataviche condizioni socio-economiche) per poi ritornare… e uscire “fuori dall’ombra”.
romualdo schiano, napoli:
Nessun giornale dovrebbe essere di parte purtroppo così non è.
Domingo Aniello: sai la giustificazione della stampa specializzata e che sopravivono attraverso la rete del sistema, per cui senza gallerie, critici e curatori non esisterebbe la critica specialistica, diverso è il giornalismo puro ed etico.
Romualdo Schiano: Non condivido il taglio di Exibart giornale perchè come tutte le riviste da mandato al corrispondente di zona di decidere quale mostra è da mettere in risalto, a danno di altre….
Domingo Aniello: penso che questa cosa sia ordinaria, non c’è rivista d’arte che non sia arbitraria nell’informare.
Romualdo Schiano: Invece, elogio Exibart on-line perchè comunica solo le notizie delle mostre lasciando alle responsabilità dei curatori di scrivere il più delle volte delle fandonie su gli artisti per farli osannare.
Domingo Aniello: grimaldello e cavallo di Troia che ci permette di mettere in luce tutte le nefandezze di questo sistema transnazionale imperiale e le sue relative e gravissime omissioni culturali.
Romualdo Schiano: Per quanto riguarda nuovi musei cittadini (sovvenzionati da fondi europei infiniti…)le scelte, sono, secondo i curatori, determinate dall’inserimento dell’artista nel mercato, e non tutte le opere sono di recente fattura: l’operazione quindi risulta didattica.
Domingo Aniello: didattica assolutamente imposta dall’alto, si può fare della buona didattica anche partendo dal basso.
Trovo comunque scandaloso ed offensivo somministrare una storia ancora da scrivere ad una città come Napoli straripante d’artisti che in essa non si riconoscono affatto.
Il madre altro non è che una nutrice bastarda di un pensiero didattico e storico malato e revisionistico.
Romualdo Schiano: Cosa bisogna fare per esporre nella propria città? dopo una esperienza di quarant’anni di attività? forse emigrare negli stati uniti , creare un mercato lì (perchè a Napoli non può esistere per le difficili e ataviche condizioni socio-economiche) per poi ritornare… e uscire “fuori dall’ombra”.
Domingo Aniello: insomma proprio come il Clement-oni dei panarielli, pulicinella e tumbulelle varie. Permettimi però d’aggiungere che bisogna anche trovare il Warhol di turno che ti presenti al Leo Castelli di turno e ti faccia abilmente dipingere a sei mano con un afro americano completamente fatto che per sua stessa ammissione usava l’acronimo Samo che stava per sempre la solita merda.
P.A.AFF. Padre Artistico AFFamm’.
Voglio porre solo una questione: “ma qualcuno si è reso conto che in tutto questo discutere di aperture di nuovi musei non si sono creati nuovi posti di lavoro? che i laureati in conservazione dei beni culturali, in lettere o affini cercano lavoro, nuove prospettive in un territorio potenzialmente ricco quale è la campania, ma che le loro richieste vengono assolutamente ignorate? io mi chiedo il perchè!!”