22 novembre 2006

Napoli, il nuovo direttore del PAN è Julia Draganovic

 

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Sovvertendo molte previsioni, che ipotizzavano tempi lunghi per la successione di Lorand Hegyi alla direzione del Pan, Palazzo Roccella a sorpresa annuncia il nuovo direttore. O direttrice, visto che si tratta di Julia Draganovic, critica d’arte tedesca sulla quarantina, attualmente di stanza fra l’Italia e New York. Se infatti la Draganovic in Italia è nota soprattutto come curatrice per la Provincia di Modena, il suo curriculum a livello internazionale è di assoluto rispetto. A cominciare dall’attuale carica di direttore del newyorkese Chelsea Art Museum, fino all’esperienza da direttrore artistico per le Arti Visive del Kuratorium Schloss Ettersburg. Con una strana fretta, in rapidissima sequenza l’annuncio e la presentazione, con la città ad accogliere l’ospite nelle persone del sindaco Rosa Russo Iervolino e dell’assessore alla Cultura Nicola Oddati. Per ora le informazioni trapelate si fermano qui: appuntamento sul prossimo Exibart.onpaper, con un’esauriente intervista in esclusiva alla nuova direttrice.

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Presentazione: giovedì 23 novembre 2006 – ore 12.00
Pan – Palazzo delle Arti Napoli
via dei Mille 60 – Napoli
Info: 0817958643 – info@palazzoartinapoli.net
Web: www.palazzoartinapoli.net


[exibart]

11 Commenti

  1. Non avete proprio idea… attenti a Napoli che rende immondizia tutto ciò che tocca.

    Spero proprio che Antonio, Rosetta e sodali tolgano al più presto le grinfie dalla città, perchè per le persone normali è diventato ormai impossibile vivere in questo lerciume (e parlo delle persone, non dell’immondizia).

  2. Alle solite, uno straniero in posti importanti!Mi sembra oltremodo strano che in Italia non si riescano a trovare persone con titoli adeguati a ricoprire un tale incarico!Sia lode al cosmopolitismo e all’arte internazionale,ma si potrebbero rendere anche ad un italiano questi meriti! Maria Peruzzini

  3. e già, perché Hegyi aveva fatto collettive scadenti e piene di 90enni… e poi la smettiamo una buona volta con questo protezionismo poltronaro?

  4. C’è un aspetto divertente e talvolta presuntoso nel presumero che la vita degli altri sia simile alla propria.Se non si conoscono le persone ,il loro passato e cio’ che fanno nel presente è almeno strano fare delle affermazioni tante volte,troppe volte gratuite!Forse bisognerebbe essere un tantino più prudenti,un lungo respiro e poi parlare!Inoltre i novantenni sono da “gettare”? Forse che noi non usufriamo a piene mani di tutto il nostro passato?Vediamo che succede ,poi esprimiamo un parere con cognizione di causa!
    La saggezza e la riflessione sono aspetti importanti della vita!

  5. Abbiamo la cattiva abitudine di diffidare di ciò che non conosciamo. Se c’è qualcosa di urgente, non solo a Napoli, ma in Italia, è di ricominciare a giudicare il lavoro di tutti senza il pregiudizio delle appartenenze. Impariamo ad essere curiosi! Buon lavoro a Draganovic!

  6. al bando ogni tipo di protezionismo ma vorrei anche far notare che alcune istituzioni per ribadire un’aura di internazionalità investono solo sugli ‘stranieri’. A ben vedere mi sembra anche questa una forma, forse più sottile ma ben più grave, di provincialismo

  7. Parlare è sempre molto semplice, difficile è la realizzazione.
    Solo uno è il dato di fatto: “Palazzo Arti Napoli” continua VOLONTARIAMENTE a non ospitare i suoi “figli”…e poi un direttore “terrone” poteva starci

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