27 settembre 2007

Napoli invasa dalla riforma di Gracco. Invocata e… abbaiata su un migliaio di manifesti

 

di

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Un uomo e un cane, entrambi col volto imprigionato da una museruola. Ritratto emblematico di una riduzione al silenzio. Una privazione del diritto di parola che fa comodo a quelli che “così ci vogliono”: zitti e docili. Un mutismo forzato contro il quale è ora di ammutinarsi. Caio Gracco (Angri, Salerno, 1940) chiama a raccolta i “cani sciolti” dell’arte al Pan, dove si tiene l’epilogo di un’operazione – intitolata proprio Così ci vogliono – già in corso da qualche giorno, che nel giro di una settimana ha tappezzato la città con circa 1400 manifesti riproducenti lo scatto-simbolo di questo invito alla riflessione sui concetti di libertà e di autodeterminazione. Un “progetto d’arte pubblica” strutturato come un’invasione capillare del territorio, voluta dall’autore per amplificare la protesta contro la chiusura del sistema dell’arte, lanciata attraverso un’immagine incisiva e un medium “democratico” che sottendono una molteplicità di letture e di reazioni, dalla curiosità all’indignazione. Massimo riserbo sull’incursione di venerdì al Palazzo delle Arti Napoli da parte delle curatrici Giulia Giovanardi e Alexandra Gracco Kopp, che dopo la performance partecipano, insieme a Caio Gracco, alla tavola rotonda moderata dalla giornalista Rai Silvia Grassi, cui intervengono l’assessore alla Cultura del Comune di Napoli Nicola Oddati, il sociologo Luigi Caramiello, il giornalista di Repubblica Marco Lombardi, la direttrice artistica del Pan Julia Draganovic. (a. p.)






Venerdì 28 settembre 2007 – ore 19.00
Via dei Mille 60 – Napoli
Info:
http://www.caiogracco.it/www.palazzoartinapoli.net

[exibart]

1 commento

  1. Per favore qualcuno mi aiuti a capire….chi è che ci vuole cosi? Chi impedisce agli artisti d’esprimersi? ringrazio chi vorrà illuminarmi

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