-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
Sol LeWitt, uno dei maggiori artisti americani degli ultimi decenni, innovatore del minimalismo e dell’arte concettuale, è morto a New York City all’età di 78 anni. L’artista, da tempo ammalato, era particolarmente legato all’Italia, dove per anni aveva vissuto in Umbria, a Spoleto. Nato nel 1928 ad Hartford, nel Connecticut, da un medico e da un’infermiera, entrambi immigranti ebrei provenienti dalla Russia, dopo gli studi artistici al Wadsworth Atheneum e alla Syracuse University, LeWitt frequenta a New York un gruppo di giovani fra cui Robert Mangold, Tom Doyle, Eva Hesse e Dan Flavin. Fra gli iniziatori dell’Arte minimale, nel 1966 è presente alla storica mostra Primary Structures al Jewish Museum di New York. In quegli anni redige il celebre manifesto Paragraphs on Conceptual Art, dove dichiara che l’arte non è da identificarsi con la sua materia, ma con l’idea che sta dietro all’esecuzione. La sua ricerca si concentra sui disegni e le stampe, approdando poi ai noti Wall Drawings, muri dipinti come quello realizzato nel 1993 per il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato. Ricca anche la sua produzione di strutture tridimensionali, come le serie Complex Forms, le Pareti ed i Cubi. Nella sua attività un ruolo molto importante ha sempre rivestito l’arte pubblica, con installazioni monumentali e pubbliche molto diffuse, specie negli Stati Uniti. Lungo il suo rapporto con la Biennale di Venezia, dove espone nel 1976, 1988, 1997. E dove sarà presente anche quest’anno, selezionato da Robert Storr per la mostra internazionale. Difficile citare tutte le prestigiose istituzioni nelle quali ha tenuto esposizioni, da segnalare la grande retrospettiva del 2000, itinerante nei musei d’arte contemporanea di San Francisco e Chicago fino al Whitney Museum di New York. Negli ultimi anni era tornato a risiedere a Chester, negli Usa, con la seconda moglie Carol Androccio e con le loro figlie.
[exibart]














l’arte perde un’altro tassello straordinario.
io perdo un maestro generoso ed insostituibile.ricordo le sue matite e la musica nel suo studio in umbria , i bicchieri di vino.. ed il suo amore per l’italia.