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Frieze in chiusura, oggi. E, bando alle ciance, possiamo dirlo forte: il miglior padiglione della fiera è di un italiano: Giuseppe Penone, rappresentato da Marian Goodman.
La storica galleria newyorchese ha portato a Randall’s Island Respirare l’ombra, Verde del bosco (nella foto di copertina insieme ai quattro grandi alberi stilizzati e scavati nel legno) e Pelle di grafite-Riflesso d’ambra, bellissima e immensa “opera al nero”, nel vero senso della parola: ritratto di due labbra umane che si confondono tra le pieghe fino a diventare una corteccia delicata (foto sopra). Ecco i pezzi che compongono un allestimento davvero museale. Vero, in fiera ce ne sono parecchi di altissima qualità (non saremmo a Frieze altrimenti), ma la scelta di Marian Goodman di esporre uno dei nostri “grandi vecchi”, sdoganatissimo da queste parti, dovrebbe anche farci un po’ riflettere. Sulla qualità dell’arte italiana del secondo Novecento rispetto a molte voci americane, per esempio, sulla grandiosità (anche di mercato) di quel fenomeno che è stata l’Arte Povera, e anche sulla poetica di un lavoro sul tema della natura che è un vero e proprio evergreen. E stavolta, da qui, si vede benissimo.










