03 novembre 2015

Niente soldi per “Teatri di Vetro”. E così la vita dello storico festival romano è a rischio. Ed è così che si rispetta la cultura contemporanea nella Capitale?

 

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Era stato riconosciuto da Roma Capitale e dal Ministero dei Beni e le attività culturali  come uno dei festival di interesse culturale per la città, ma evidentemente non lo è più. Chissà perché, chissà per come, pare che per la nona edizione dei Teatri di vetro, una delle più prestigiose kermesse delle arti sceniche, non ci siano fondi regionali. 
“Siamo esclusi dal finanziamento, nonostante si sia lavorato con continuità sul proprio territorio, nonostante Teatri di Vetro abbia un’identità artistica chiara, progettualmente innovativa, degna di equivalenti europei e decine di compagnie stiano in queste ore già contattando il festival per la decima edizione”, si legge nella nota stampa rilasciata poco fa. 
Brutta storia, e se ci si mette che per questa nona edizione era stato scelto il titolo La comunità che viene, viene proprio da pensare che alla Regione Lazio e a Roma freghi ben poco della sua comunità dell’arte e dello spettacolo, quando non si tratta di monumenti, visite gratuite e conservazione in genere. 
“Oggi la scelta di non finanziarci [la cifra a disposizione è stata proprio azzerata, n.d.r.] ci mette in un reale e serio rischio di sopravvivenza, esponendo noi ad un disastro economico che non possiamo sostenere e annientando un progetto artistico a cui gli artisti guardano con ammirazione e fiducia”.  Ne è passata di acqua sotto i ponti dalla storia di Romaeuropa Festival, eppure sembra di essere sempre fermi allo stesso palo. 

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