01 luglio 2005

No fly zone. Sei artisti in caduta libera, all’Officina delle Arti di Reggio Emilia

 

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No fly zone, zona temporaneamente non sorvolabile. Terminologia militare presa in prestito per ragionare sul tema del volo, attraverso i linguaggi e le poetiche di sei artisti. E’ questo il progetto curato da Francesca Baboni e Stefano Taddei per l’Officina delle Arti di Reggio Emilia. Lo spunto tematico è ripreso dal video I am a bird now, un promo di 32 minuti realizzato per la mostra, tratto da un film più esteso, Theory of Flight: un viaggio immaginario attraverso il volo, realizzato da Lieneke Anja Honbuchler, regista e videoartista turca che opera tra Londra e Berlino. Da qui si parte, procedendo con la performance e l’installazione di Andrea Saltini in collaborazione col gruppo Kobaiashy; poi il video Go fly di Giovanna Ricotta, ispirato alla disciplina del salto ad ostacolo; quindi le ali di Gianluca Fratantonio, appese al soffitto e immortalate nella serie fotografica Prototype, e le creature leggere di Colette Baraldi, sospese in una voliera trasparente. Il percorso si chiude con Rivkah Hetherington che interpreta il volo come passaggio intimo e sofferto dalla vita alla morte, reinterpretando dei frame tratti dal film Sussurri e grida di Ingmar Bergman. Prevista anche l’attivazione del sito www.noflyzone.it, che rimarrà attivo per un anno.


“No fly zone”
opening: 2 luglio 2005, h.19 –23
fino al al 15 agosto
Reggio Emilia, Officina delle Arti – Via Brigata Reggio
orari : martedì-domenica, h. 21-24; lunedì chiuso
ingresso libero
Promosso dall’Assessorato alla cultura di Reggio Emilia – Musei Civici
Info: Musei civici, tel 0522 456477
noflyzone@email.it
www.municipio.re.it


[exibart]

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