09 giugno 2007

Nuove sculture nel parco di Villa Manin. Con un bis milanese di…

 

di

Piotr Uklanski - Untitled (Thing), 2007, Courtesy Galleria De Carlo, MilanoQuattro nuove sculture si aggiungono a quelle già presenti nel parco del Centro d’Arte Contemporanea Villa Manin. Per l’occasione Carsten Höller allestisce una vecchia giostra che si muove impercettibilmente, giocando sulla possibilità di rallentare la percezione del tempo. Damian Ortega, invece, il tempo cerca di congelarlo, con un po’ più di pesantezza, in una struttura in cemento armato a forma di ingranaggio di orologio rivestita di prato erboso. La coppia Elmgreen & Dragset piazza tra gli alberi una cabina telefonica con telefono che squilla e voce registrata che ricorda ai visitatori che li sta pensando, mentre Piotr Uklanski realizza una mano in tubi di ferro che saluta i visitatori nei giardini antistanti la villa. Mano che probabilmente porta anche i ringraziamenti del gallerista milanese Massimo De Carlo che, dopo lo scivolo della Pivi allestito precedentemente, nel parco riusce a piazzare ben altri due suoi artisti… (d.c.)

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Sculture nel parco. Nuovi progetti
a cura di Francesco Bonami e Sarah Cosulich Canarutto
Centro d’Arte Contemporanea Villa Manin
Piazza Manin 10 – Codroipo (Ud)
Info: 0432821211 – info@villamanincontemporanea.it
Web: www.villamanincontemporanea.it


[exibart]

1 commento

  1. L’idea è assai semplice: dato che il numero dei visitatori di Villa Manin è gonfiato ( per chi non lo sa: la maggioranza di chi ci viene ci verrebbe lo stesso indipendentemente dalle mostra e chi viene per farsi solo una passeggiata tra gli alberi viene conteggiato come un fan di Sugimoto) e lo sanno tutti, bisogna correre ai ripari con l’effetto Luna Park puntando sull’intrattenimento: ma le installazioni acquisite sono in verità assai banali come opere d’arte, assestate come sono sull’effetto un pò “scheletrico” della trovata e sopratutto inutili allo scopo:infatti ci si diverte di più a Gardaland.
    Quanto a Bonami i suoi rapporti con un ristretto numero di gallerie italiane sono noti e ahinoi, evidenti:i suoi doni a Guenzani e De Carlo sono purtroppo più di quelli citati. L’internazionalismo del direttore di una delle Biennali più stroncate dellla storia rispecchia bene quindi alcuni vizi tipici dell’italietta peggiore: reti da consorteria in opposizione a intelligenza e professionalità.
    Non si è mai fatto notare adeguatamente quanto gli imbarazzanti confronti pubblici ormai regolarmente “subiti”
    da Bonami rivelino non tanto pessime qualità di oratore quanto vera insipienza culturale: i testi critici suoi
    o dei suoi affiliati sono una sequenza di banalità sciape trite e ritrite con riciclature inconsistenti , opportunistiche dei dettami circolanti in certi ambiti, essenziali per una buona carriera di grigio amministratore.
    Questa grottesca comparsa ha seguito un ben preciso iter, poco intelligente ma efficace: prima Flash art, poi per quanto riguarda l’italia Sandretto Guenzani e De Carlo, poi gratifica
    per meriti di servizio , con posto d’onore alla Biennale (monopolizzata per quanto riguarda “Aperto” dalla combriccola di “Flash art” ) dove si accredita definitivamente con influenti gallerie americane omaggiandone ovviamente gli artisti e poi direzione ad una biennale seguente dove però si rivela confusione e approssimazione del personaggio: sonore e giustificate critiche, addirittura anche da Flash Art, forse perchè in quell’occasione, data la posizione , il nostro non se la sente di seguire tutti proprio tutti i dettami dell’immodesto Politi. Ma si sa che nella confusione generale
    odierna non importa che la mostra sia un fallimento e spesso una discarica di rifiuti, l’importante é che la mostra sia importante e chi la dirige pur essendo un inetto può correre seriamente il rischio di salvarsi:
    l’imprenditore del caffè Illy oltreche governatore della regione Fiuli Venezia Giulia passa da quelle parti e vede nella comparsa un individuo addentrato nei gangli di un sistema dell’arte internazionale , ne valuta le qualità di risonanza (in effetti superiori a quelle di qlsv curatore locale e lo nominaa capo del muso d’arte contemporanea, fiore all’occhiello dell’amministrazione: l’assessore alla cultura Antonaz , di Rifondazione Cominista, non fa una piega e apre le porte
    a chi vive all’ombra di chi manovra la grande speculazione mercantile, in barba al piccolo collezionismo e alle piccole gallerie (forse considera il conflitto di interessi soltanto quando riguarda Berlusconi)
    L’opposizione regionale attacca il progetto denunciando sprechi e compensi eccessivi per Bonami e Canarutto, anche se bisognerebbe forse rendere pubblici anche i costi delle acquisizioni e delle varie puntate del Luna Park, oltre che i nomi delle eventuali gallerie coinvolte: purtroppo bisogna dire che l’opposizione si oppone in modo strumentale , ciò che gli interessa è contrastare in ogni caso qualsiasi iniziativa dell’amministrazione del centro sinistra; l’opposizione del centro destra vanta i successi della mostra di Kandinskj(collaborazione Guggenheim) ma ha finanziato a sua volta, quando guidava la regione , progetti costosi e rabberciati, senza mai sviluppare un progetto continuativo sul contemporaneo. Conclusioni?primo: meglio emigrare in un altro paese! secondo:rotazione degli incarichi per tutti i curatori di programmi legati a mostre temporanee Terzo:
    un tetto agli emolumenti riservati alle gallerie De Carlo e Guenzani, quarto: favorire un federalismo artistico: con la scusa dell’internazionalità si continua a favorire eccessivamente certi ambiti torinesi e milanesi

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