23 febbraio 2017

Oltre quattrocento candidature per la direzione dei dieci nuovi musei e parchi archeologici autonomi italiani. E che non si dica “solo stranieri”

 

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Dovranno dirigere, nell’ordine, la Pilotta di Parma, il Museo della Civiltà, il Parco Archeologico dell’Appia Antica e il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma, il Museo storico e il Parco del Castello di Miramare di Trieste, il Parco archeologico dei Campi Flegrei di Napoli, il Parco archeologico di Ercolano a Napoli, e ancora a Roma e provincia il Parco archeologico di Ostia Antica e Villa Adriana e Villa d’Este a Tivoli, così come il Museo Nazionale Romano.
Sono i nuovi musei e parchi archeologici autonomi che il Mibact ha nominato negli scorsi mesi, affiancandoli alle venti realtà che già conosciamo.
Ma chi sono i nuovi direttori? In realtà, per oggi, la notizia è “quanti sono”! Già, perché per i dieci posti sono arrivate qualcosa come 442 candidature, di cui solo 58 per il Museo Nazionale Romano. E gli stranieri, lo spauracchio di sindacati e “italianisti”? Sono il 10 per cento del totale. Non così tanti, con buona pace di chi pensa che un non-italiano possa togliere qualcosa ai nostri tesori. 
La commissione che valuterà i curriculum? Composta e presieduta da Paolo Baratta, con Lorenzo Casini, Claudia Ferrazzi a cui si aggiungono Keith Christiansen, storico dell’arte e curatore capo del Department of Eurepean Paintings del Metropolitan Museum of Art di New York, e Michel Gras, archeologo e direttore di ricerca del Centre national de la recherche scientifique di Parigi.

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