22 febbraio 2012

Opera e Azione. Castellani scenografo e Adriano Sofri autore del “Corpo e le sue possibilità” nel secondo atto al teatro Studio di Scandicci

 

di

Enrico Castellani al lavoro nel suo studio
 
Va in scena al teatro Studio di Scandicci, nelle serate del 23, 24 e 25 febbraio il secondo atto di “OA-Cinque atti teatrali sull’opera d’arte”. Questa volta l’appuntamento è con “La danza”. Parte dello spettacolo, per la regia di Giancarlo Canteruccio, è un’installazione di Enrico Castellani. In scena sette ballerini su un testo originale di Adriano Sofri, l’ex leader di lotta continua che ha appena finito di scontare la condanna a 22 anni di carcere per implicazioni nell’omicidio del commissario Calabresi.  
La seconda tranche dello spettacolo si focalizza sulla presenza del corpo nella sua doppia capacità di essere rispetto allo spazio misura dell’universo e, rispetto al tempo, di muoversi al suo incessante ritmo.
I danzatori disegnano lo spazio scenico al cospetto de Il muro del tempo, l’opera che Enrico Castellani presentò nel 1968 presso la galleria romana La Tartaruga, nell’ambito del progetto  “Il teatro delle mostre”. Per l’evento ogni artista esponeva il proprio lavoro per il tempo dell’inaugurazione (non più di un giorno) e Castellani propose questo progetto, mantenendo l’intervento di Franco Angeli che il giorno prima aveva ribassato il soffitto della galleria con dei pannelli di polistirolo. L’opera è costituita da sette metronomi, impostati a velocità diverse e attivati contemporaneamente, per evidenziare con il loro battito ossessivo l’impossibilità di comprendere il senso del tempo e la vanità del desiderio di fermarlo.
La temporalità sfuggente affrontata anche in maniera politica  nell’installazione di Castellani diviene la traccia drammaturgica sulla quale i danzatori interpreteranno il pieno e il vuoto, il suono e il silenzio, collegati in audio-cuffie alle differenti frequenze dei sette metronomi.
Il teatro, luogo dello spazio in rapporto al tempo e dell’azione del corpo, diviene così un palcoscenico per una nuova dimensione delle percezioni. I prossimi appuntamenti sono con le opere di Kounellis, a marzo, Loris Cecchini che indaga la luce come principio scultoreo, ad aprile, e con Cristina Volpi a maggio.

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