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“Confronto e seduzione tra opere pubbliche e cittadini”, il programma di incontri sull’identità “Public” dell’arte, costruiti come filo di condivisione teorica a partire dalla mostra Discalia di Alberto Garutti, al PAC di Milano, e curati da Francesca Pasini, proseguono oggi a Palazzo Reale, dove alle 18 si terrà una tavola rotonda sulla figura dell’artista e delle sue possibilità di interagire nella discussione e comunicazione dell’arte. Moderati da Pasini, in cattedra saliranno il filosofo Maurizio Ferraris e Luigi Fassi, ex direttore ar/ge Kunst di Bolzano passato allo Steirischer Herbst Festival di Graz.
In seguito saranno Giulio Giorello e il fisico Antonello Sparzani a raccontare il rapporto tra arte e scienza a partire da due titoli di Paul Feyerabend: “Conquista dell’abbondanza”, edito da Raffaello Cortina, e “Contro l’autonomia”, Mimesis. Filosofo della scienza e sociologo, “Conquista dell’abbondanza” è l’ultimo libro di Feyerabend, editato postumo nel 2002. Un testo che racconta, come l’aveva presentato lo stesso autore «come gli specialisti e le persone comuni riducono l’abbondanza che li circonda e li confonde» ovvero come si riducono a formule, analisi, equazioni tutte le grandi tensioni del mondo, per cercare di poter iscrivere in un determinato percorso la nostra esperienza, il nostro comportamento e le scelte di vita, in senso individuale, mentre in chiave più globale come “l’abbondanza del reale” e della sua conquista si sia trasformata in un immenso saccheggio di informazioni per evitare di essere confusi.
Quattro voci per capire dove l’arte si può spingere nel discorso con il “reale” e con la civiltà contemporanea, nei suoi atteggiamenti di dominazione del sapere e per innescare processi in grado di mettere in luce le dinamiche della conoscenza di un campo più vasto, forse meno rassicurante del reale addomesticato.









