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“Studio Roma. Come affrontare la crisi: regole e prassi alla prova”: ecco il titolo del nuovo programma dell’Istituto di Svizzero di villa Maraini. Otto settimane per aprirsi alla città, discutendo di istituzioni e pratiche formative nella crisi, che inizierà con una serie di voci che prenderanno corpo nell’opening di domani, dove tra gli altri vi saranno la co-direttrice di Nomas Foundation Cecilia Canziani, Stefano Chiodi, Docente di Storia dell’Arte contemporanea a Roma Tre, la direttrice di MAXXI Arte Anna Mattirolo, l’artista Luana Perilli e Paolo Vinci, dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici.
Una nuova cartina tornasole di quello che è il palcoscenico della produzione culturale capitolina. Ma non è finita, perché nello “Studio Roma” le attività proseguiranno, appunto, per 8 settimane con una conferenza con Peter Utz, due letture di Paolo Virno, un appuntamento-studio sul Paesaggio Digitale con Miltos Manetas, un seminario di ricerca con Gunther Teubner e due settimane di appuntamenti, curati da Peter Friedl, dove saranno presentati storici, artisti, psicologi e studiosi delle scienze umane provenienti da tutto il mondo.
Una serie di voci per domandarsi, ancora una volta (e per tentare di darsi qualche risposta, anche) intorno ai saperi in grado di arricchire la capacità di esperienza, sia collettiva che singolare? Dove registrare gli smottamenti nei formati delle attività educative e di ricerca? Come mettere alla prova regole e prassi istituzionali? Due mesi per cercare di immaginarlo. Per il programma generale:


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