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La verità è poi tutto passa in secondo piano. Perché ci sono questioni più importanti, perché “la sicurezza prima di tutto”. E perché non si tutela nulla, e poi accade ciò che accade. Come è accaduto con il crollo della palazzina nel mitico quartiere della Vucciria di Palermo, in piazza Garraffello.
Una piazza che, secondo i giornali locali, “è il teatro dell’abbandono, dell’indolenza e dell’imperizia”, e che ora è stata completamente chiusa. Chiusa con tre muri di mattoni di tufo alti due metri che sbarrano tre delle vie che accedono alla piazza. Una storia che ha del surreale, e che ricorda barricate, epoche di conflitto, senz’altro disordine. Una situazione che l’Amministrazione Comunale della città ha dichiarato verrà risolta in tempi celeri, che si tratta solo di mettere in sicurezza.
Ed è per questioni di sicurezza che l’opera dell’artista austriaco Uwe Jäntsch è stata distrutta e gettata sul terrazzo di Palazzo Mazzarino, nella piazza, in attesa di? Non è dato saperlo, ma i dubbi sul suo rimontaggio, a questo punto, sono più che legittimi.
Il lavoro in questione era la scritta bianca “BANCA NAZION”, che capeggiava sullo stesso Palazzo.
Realizzata nel 2007, sottolineava come Piazza Garraffello con le sue attività e la sua movida fosse una sorta di banca naturale nel cuore di Palermo.
«Alcuni ragazzi mi hanno raccontato che assistevano impotenti alle operazioni, urlando di fermarsi. Ma non c’è stata cura, l’opera è stata smontata in 40 minuti e molte delle lettere sono state spezzate», ha riportato Costanza Lanza di Scalea, compagna dell’artista.
E se per molti la notizia è stata accolta con una scrollata di spalle, se l’installazione non merita attenzione, se si trattava solo di una malandata corona di lettere, da Jäntsch, naturalizzato palermitano, è arrivata il commento: «Queste mura mi sembrano artisticamente geniali. Come si vendono ai turisti? Mi stanno arrivando email da tutto il mondo e io non posso rispondere dicendo che è una decisione seria quella di murare la piazza, ci prenderebbero per pazzi. Allora bisogna sfruttare la cosa e dire che è arte, così arriveranno duemila persone a vedere». Già, a vedere una piazza che secondo il gruppo “Palermo indignata” rischia di non vedere più la luce sui 3 accessi, e che i muri potrebbero restare a lungo. Molto a lungo. Lasciando la Vucciria, e la vita anche intellettuale che vi sta intorno, definitivamente abbandonata.










