20 ottobre 2015

Parigi/1. Preludio di FIAC. Si inizia dal Palais De Tokyo, dove sono in scena vita e poesia di John Giorno, viste con l’occhio di Ugo Rondinone

 

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Festa grande al Palais de Tokyo, eccezionale anticipo alla settimana della Fiera Internazionale d’arte Contemporanea ovvero Fiac, e dintorni. Il tempio dell’arte contemporanea ha inaugurato un’inedita retrospettiva dedicata all’artista e poeta newyorchese John Giorno, figura chiave della scena underground degli anni ’60, sottolineando la sua influenza artistica sulle generazioni successive. La mostra, curata da Florence Ostende, è stata pensata dall’artista svizzero Ugo Rondinone che l’ha divisa in otto capitoli in cui mostra la complessità e la poliedricità del lavoro dell’artista statunitense, mostrando gli strascichi della cultura americana e del buddhismo nella sua vita e arte. Ed è così che anche l’esistenza di John Giorno viene rivisitata attraverso archivi e testimonianze di altri artisti del calibro di Andy Warhol e William Burroughs. Un’enorme sala coloratissima, infatti, esplora attraverso foto d’archivio la sua vita intima, in cui lo si vede in famiglia e in compagnia dei tanti artisti che ha incontrato lungo la sua intensissima carriera (foto sopra). Tra le opere Sleep (1963) il celebre film di Warhol dove Giorno viene filmato durante il sonno. Personaggio iconico dei primi film del pop artista, l’atto del dormire viene qui mostrato a fianco del recente remake dell’artista francese Pierre Huyghe in cui Giorno riproduce, anni più tardi, lo stesso ruolo. Tra le tante particolarità la distribuzione, per tutta la durata della manifestazione, di poesie di Giorno ai visitatori e ai passanti, eco alle performance iniziate nel 1969 per le strade di New York. Inoltre, viene riattivata la performance Dial-a-poem (1968): chiamando il numero verde 0800106106, il pubblico può ascoltare in qualsiasi momento Antonin Artaud, Louise Bourgeois, Serge Gainsbourg, Simone de Beauvoir e tanti altri recitare poesie, opere sonore, canzoni e discorsi storici di Giorno. Questa mostra è parte di un progetto più grande che porta il titolo di “La vie magnifique” un elogio alla poesia e ai momenti della nostra esistenza che questa può rendere indimenticabili. In questa prospettiva si sono messi a confronto tre artisti di tre generazioni diverse. John Giorno, appunto, a cui seguirà l’artista islandese Ragnar Kjartansson (1976) e dalla francese Mélanie Matranga (1985). (Livia de Leoni)

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