11 novembre 2016

Paris & Photo/7. Ecco quali sono i migliori libri di fotografia dell’anno, annunciati al Grand Palais

 

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Il Prix du Livre, dedicato alle pubblicazioni inerenti la fotografia, è un’iniziativa che Paris Photo con Fondazione Aperture porta avanti da 5 edizioni. Quest’anno in collaborazione anche con l’Associazione C/O di Berlino, a essere selezionati sono state 35 produzioni, come al solito in bella mostra sulla balconata del Grand Palais accanto alla sezione editoria. 
Diviso in tre categorie, ecco chi sono i vincitori di questa edizione: 
Premier Livre: Libyan Sugar di Michael Chrispher Brown, edito di Twin Palms (home page).
Livre de l’année: Taking Stock of Power: an otterrai view of Berlin Wall di Annette Gröschner e Arwed Messmer.
Catalogue de l’année: Wojciech Zamecnik: Photo-Graphics di Karolina Puchala Rojek e Karolina Ziebinska-Lewandowska.
Premio del valore di 10mila euro offerto da Paris Photo e Aperture invece a Gregory Halpern con il suo ZZYZX, dedicato alle contraddizioni di Los Angeles (in home page).
Ma vediamo qualche bel volume nel dettaglio: decisamente attuale è Foreigner: Migration into Europe 2015-16, firmato da John Radcliffe Studio. Splendide immagini di un esodo complicato, senza patinature, dall’Ungheria alla Sicilia, con occhio clinico ma non cinico, discreto. 
Più divertente e più romanticamente cinico How we end, di Kate Stone e Hannah Schneider, che raccontano tramite partecipazioni anonime cosa resta alla fine di una storia d’amore. Cosa, appunto? Immagini. 
Più documentario per Christine Osinski che raccoglie 51 foto prese durante Summer Days in Staten Island (1983-84) edite dalla bolognese Damiani in un catalogo semplice e d’effetto, tutto bianco e nero.
Ottima invece la raccolta The Archive, dedicata a Robert Mapplethorpe e messa in piedi da Frances Terpak e Michelle Brunnick e pubblicata dal Getty di L.A. 
Immenso (10 volumi) la raccolta di William Eggleston, con Mark Holborn, The Democratic Forest, che raccoglie immagini da Miami a Boston a Berlino a partire dal 1980. La fotografia insomma dimostra ancora tutto il suo valore. Nell’antica, sopravvivente, e affascinante, carta. 

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