Create an account
Welcome! Register for an account
La password verrà inviata via email.
Recupero della password
Recupera la tua password
La password verrà inviata via email.
-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
Lo scorso anno è stato protagonista della retrospettiva al Centre Pompidou, e attualmente è in mostra al LACMA di Los Angeles. Pierre Huyghe, forse uno dei più conosciuti artisti francesi viventi, dopo la sua partecipazione a Documenta 13, nel 2012, sta vivendo un periodo di forte ascesa nella sua carriera e sarà il prossimo protagonista dell’annuale installazione che il Metropolitan Museum of Art di New York propone sul proprio roof. Un progetto che sarà visibile dal prossimo 28 aprile, anche se i dettagli sono ancora top secret, anche se possiamo immaginarci la creazione di un “giardino ultraterreno”, proprio come lo scenario ideato per Kassel. Ad anticipare qualcosa, dalle pagine del New York Times, è stata Carol Vogel, che ha raccolto le dichiarazioni di Sheena Wagstaff e Ian Alteveer, curatori del Dipartimento di Arte Moderna e Contemporanea del museo newyorkese, che hanno avvicinato Huyghe proprio dopo la sua partecipazione alla quinquennale tedesca: «Il lavoro di Huyghe è accattivante, ed è avvincente la modalità in cui i suoi site specific prendono corpo dalla storia, dall’ambiente stesso e dalla scienza». L’installazione, questo pare essere sicuro, avrà una “componente filmica, e poi c’è il fatto che «Pierre ama che tutt’intorno vi sia il parco [Central Park n.d.r.] pieno di animali». Staremo a vedere quale “zoo” ne uscirà!










