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Non è certo un’azione che potrà passare con indifferenza, nonostante la sicurezza ostentata nell’inaugurare la nuova sede della Banca Centrale Europea di Francoforte, progettata da Wolf D. Prix, e composta da tre unità: la Grossmarkthalle, un edificio a sviluppo orizzontale, e due torri identiche di forma poligonale alte rispettivamente 185 e 165 metri, collegate tra loro da un atrio a tutta altezza e costata, rispetto agli 850 milioni preventivati, 1,2 miliardi di euro.
Anche questo ha fatto infuriare qualcosa come 10mila manifestanti che da stamane hanno messo a ferro e fuoco la città.
«Prima protestavamo contro il salvataggio delle banche. Ora il nostro focus è la Grecia: in Europa abbiamo bisogno di più Atene e meno Berlino. La Grecia non può ripagare da sola il suo debito: l’austerità non può essere la via per risolvere il problema», ha dichiarato Werner Renz, un rappresentante del movimento Attac, ripreso da Repubblica.
In marcia oggi non ci sono solo dissidenti, “black block”, antagonisti (nonostante si parli di auto della polizia bruciate e 350 arresti), ma anche rappresentati di partiti di sinistra, studenti, tenuti a debita distanza dalle torri d’avorio con cannoni spara-acqua e gas lacrimogeni. Mario Draghi e company, che pochi minuti fa hanno inaugurato la sede, dovranno guardare un po’ di più a questa Europa, decisamente lontana e pericolosamente vicina allo strappo.












