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Dal 1968 Pino Pinelli occupa uno spazio importante in quella che è stata definita la “Pittura Analitica” in Italia. Nato nel 1938 a Catania, da sempre a Milano, è un altro dei nostri grandi vecchi che, via via, stanno avendo una nuova attenzione, dalle aste internazionali ai musei. Un’occasione buona, per scoprire il lavoro di questa figura, è stasera alla Galleria Dep Art di Milano, che inaugura una importante mostra retrospettiva con opere dagli anni ’70 ad oggi: dai primi monocromi che indagano lo “stato ansioso” della pittura fino alla “rottura del quadro” e le conseguenti “disseminazioni”, in un’esposizione intitolata Antologia Rossa.
“Negli anni Settanta, artisti come Pino Pinelli presentano una deflagrazione e uno sconfinamento in grado di dare corpo alla pittura, rendendola materia (più ancora che materica). Pinelli, ad esempio, avverte l’esigenza di rifondare la natura stessa della pittura, i suoi presupposti, prefigurandone gli sviluppi futuri e tutte le diramazioni possibili. Ancor oggi, la sua è una pittura “pensata” in relazione allo spazio espositivo, “progettata” per vivere in sinergia e in simbiosi con l’architettura”, scrive Alberto Zanchetta. Un bell’omaggio, dalle 18.












