12 novembre 2015

Progetti e opere per le aree dimenticate di Roma. Arriva “Badland”, una riflessione sul futuro urbanistico della capitale

 

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Progetti e opere per dare nuova linfa a zone marginalizzate di Roma saranno al centro di Badlands. Pratiche di rigenerazione urbana, una mostra curata dagli studenti della V edizione del Master MaRAC in Management delle Risorse Artistiche e Culturali che inaugurerà domani al Factory, lo Spazio Giovani di Roma Capitale all’interno dell’ex-mattatoio del quartiere Testaccio. L’evento, promosso dalla Fondazione Roma e dall’Università IULM, nasce con l’idea di rivitalizzare il tessuto sociale e culturale di quelle aree della capitale che oltre a essere fuori dai circuiti turistici sono troppo spesso dimenticate dalle autorità cittadine. 
Queste “badlands” sono state esplorate e analizzate sotto due punti di vista complementari: da una parte sono state raffigurate per quello che sono, nella loro estetica oggettiva, con foto e dipinti; dall’altra i giovani artisti ne hanno provato a tirare fuori il grande potenziale socioculturale con progetti lungimiranti e innovativi. All’interno dello spazio espositivo si troveranno anche le testimonianze dei numerosi interventi di street e public art realizzati negli ultimi anni come SanBa, del collettivo Walls per il quartiere di San Basilio, e Big City Life, nato da un’intuizione della 999Contemporary a Tor Marancia. L’installazione interattiva del collettivo Polisonum e il videomapping del gruppo ATO accompagneranno i visitatori in questo scorcio sul futuro urbanistico della capitale. 

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