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Hic et Nunc e Fondazione Ermanno Casoli, in collaborazione con Jungheinrich, presentano Oggetti Sociali, un progetto formativo del tutto particolare nel suo genere. E-Straordinario, a cura di Marcello Smarrelli, è il programma di Fondazione Casoli che prevede di portare l’arte contemporanea all’interno di realtà aziendali, e quale il modo migliore se non di organizzare dei workshop? Oggetti sociali è un vero e proprio corso dedicato a 15 manager dell’azienda Jungheinrich, leader nella logistica di magazzino, a fino qua non diciamo nulla di nuovo. Sarà la sua forma a essere la caratteristica d’onore. Ettore Favini, artista ormai consolidato, sarà nel ruolo di docente con l’obiettivo di usare l’arte come strumento per sviluppare ambienti di lavoro “sensibili al cambiamento e all’innovazione”. Un workshop pratico, in cui ciascun partecipante dovrà realizzare un’installazione, genere artistico amato e odiato dai non addetti ai lavori, con l’utilizzo di oggetti personali, separandosi così da tutti quei beni che tanto ci aiutano quanto più ci rendono schiavi di un sistema ormai contagiato. Cecilia De Bellis, responsabile per Jungheinrich dello sviluppo del progetto, racconta perché questa iniziativa è degna di attenzione: «Intralogistica ed arte contemporanea: un connubio azzardato? Forse ma, lasciando da parte le distanze tra le due realtà, sicuramente ciò che le accomuna è il concetto di innovazione e cambiamento. Lo spirito che vogliamo apportare all’interno del nostro percorso formativo è proprio questo: alla luce di una nuova organizzazione aziendale, dobbiamo parlare nuovi linguaggi e creare nuove metafore di collaborazione. Il progetto con Ettore Favini ci ha suggerito questo. Sperimenteremo l’arte contemporanea applicata all’azienda e ci auspichiamo che questa esperienza ci aiuti a trovare nuove strade di comunicazione». Ora non ci rimane che dire quando e dove, giusto per dare ancora una volta alla prestigiosa location quel riconoscimento d’impegno assoluto verso l’arte: domani, a Varese, a Villa Panza di Biumo. (Martina Corbetta)














