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Del diluvio di record nelle aggiudicazioni delle aste autunnali di arte moderna e contemporanea, ormai si viene aggiornati pressochè quotidianamente, dai quotidiani e sempre più spesso anche dalla televisione. Un segno importante – resta da vedere se positivo e negativo – del sempre crescente impatto delle vicende artistiche nella società, rispetto a tempi neanche troppo remoti, quando mai una notizia di mercato dell’arte avrebbe varcato i ristretti àmbiti specialistici. Fa invece ancora notizia il fatto che l’interesse collezionistico e finanziario per l’arte ormai sia arrivato a coinvolgere anche realtà normalmente estranee a queste dinamiche. Come il Sudafrica, dove in questi giorni una tornata d’asta di opere nazionali tenutasi a Johannesburg ha sbaragliato tutti i record precedenti facendo registrare vendite per ventidue milioni di Rand – la divisa nazionale -, equivalenti a oltre due milioni di euro. Con un inedito crescondo di successi, con i 220mila euro raggiunti da una gouache di Irma Stern – Lady of the Harem -, quasi subito superati dai quasi 300mila euro toccati da Mother and Child, un dipinto di JH Pierneef (1886-1957). Cifre da capogiro, per artisti normalmente trattati per molto meno di qualsiasi esordiente europeo o americano. “Un’indicazione della forte crescita del mercato dell’arte negli ultimi mesi – ha dichiarato l’esperto Stephan Welz – è data da un lavoro da Gerard Sekoto, venduto a Johannesburg circa diciotto mesi fa per 242mila rand ed ora passato in asta a 792mila“.
[exibart]







