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Mostra manifesto dedicata alle mani. Gioca sul calembour linguistico, la nuova galleria d’arte Alt!Studios, che si inaugura a Dolo, nell’entroterra veneziano. Calembour che si presta ad inquadrare la vocazione del nuovo spazio, diretto da Tobia Berti, che intende proporre una serie di manifestazioni dedicate ad artisti, artigiani, designer che, con le loro opere raccontano la storia del “saper fare”. Della manualità, appunto. La prima mostra non poteva quindi che presentare varie espressioni artistiche che rappresenteranno la “mano” come simbolo, interpretata nell’occasione da Enzo Berti, Tobia Berti, Nicola Bolzonella, Marc Dahan, Chiara Ianniello, Elena Mutinelli.
Inaugurazione: sabato 29 settembre 2007 – ore 18.30
Dal 29 settembre al 28 Ottobre 2007
Via Giuseppe Garibaldi, 43 – Dolo (Venezia)
Info: 041415200 – galleria@altstudios.it
Web: www.altstudios.it
[exibart]
Dal 29 settembre al 28 Ottobre 2007
Via Giuseppe Garibaldi, 43 – Dolo (Venezia)
Info: 041415200 – galleria@altstudios.it
Web: www.altstudios.it
[exibart]












SAPER FARE – ERA ORA, BRAVO BERTI !
di Lorenzo Bonini
Pienamente d’accordo. L’Arte è soprattutto manualità accompagnata da un buon ingegno. Complimenti a Berti per la coraggiosa scelta, era ora, il mondo dell’arte attualmente è inquinato dalla presenza di persone che si credono artisti. convinti che per fare dell’arte basta una trovata, ignorano il sapere e frequentano cattivi maestri, che li pubblicizzano cinicamente grazie alle parentele strette delle riviste di settore. Questi artisti (?) non sono autori, essendo privi degli elementi fondanti intrisi nell’opera stessa, che è la capace manualità: talento, attitudine, stoffa….
Oggi è cosa frequente tra loro, sopperire a tale mancanza, delegare a terzi freddi obbedienti l’esecuzione materiale. Consumati che realizzano senza colpa, serialmente prodotti definiti dai committenti: opere d’arte, che ignobilmente firmate saranno publicizzate e esposte in mostre personali, presso gallerie di rango che influenzano il mercato, pilotando istradando culturalmente esecrabili e tristi soggetti, più propensi all’oggetto di souvenir.
Manzù al tempo in cui insegnava all’accademia di Brera, aveva l’abitudine di dire agli studenti che seguivano i suoi corsi, di usare la saliva sputando sulla creta o plastilina, mentre la si plasmava. Sostenendo che questo gesto, rendeva più personale e vincolata la materia con l’esecutore (aspirante artista), creando quel pathos che univa e facilitava il rapporto tra idéa e manualità – Eiaculazione Creativa – Evviva Manzù!
Ad Majora