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Pare si possa vivere in Italia con un affitto che va dai 5 ai 15 euro, e mica in un monolocale alla periferia di qualche paesello sperduto, ma negli appartamenti borbonici alla Reggia di Caserta.
Poche ore fa, infatti, è venuta alla luce una nuova inchiesta, anzi due, messe in atto dalla Corte dei Conti e della Procura ordinaria di Napoli: la prima si concentrerebbe sui canoni decisamente “equi”, l’altra sul perché questa situazione vada avanti da quasi vent’anni (gli affitti calmierati pare vadano avanti dalla fine degli anni ’90).
Delle dodici famiglie ora sotto sfratto, però, pare se ne sia andata soltanto una. Rispetto ai turisti, inoltre, i residenti non avevano limiti di accesso alle aree, e secondo la Corte dei Conti gli alloggiati vivono tutti nella zona del bosco vecchio, e si sono guardati ben bene dal fare pubblicità della loro condizione di privilegio, specialmente nel corso degli ultimi 24 mesi, quando anche con la nuova direzione sono arrivate una serie di verifiche interne. Pare, ancora, che a pochi chilometri ci sia un altro problema del genere: alla Reggia di Capodimonte, a Napoli, alcuni appartamenti sarebbero occupati. Chissà se, anche in questo caso, a prezzi calmierati.














