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C’è chi si rammarica, c’è chi dice che è stato un cambiamento che – prima o poi – doveva arrivare. Chi non ci vede particolare intelligenza e lungimiranza in nomine di “manager” che possano portare gli Uffizi al pari del Louvre, e con il conseguente affondamento di Firenze, visto che il complesso e delicato ecosistema del museo e della città non potrebbero sopportare altri milioni di turisti.
Ma tant’è, contenti o no, Antonio Natali, direttore storico del più famoso museo italiano, deve lasciare il posto al tedesco Eike Schmidt (che domani insieme agli altri 19 direttori si presenterà al Mibact).
E stamane, senza strappi, senza nessun tono polemico, e nessun “Non ho nulla da rimproverarmi”, che tanto i giochi sono fatti, il direttore ha eseguito una dettagliata spiegazione di questo ultimo atto di riallestimento dei “suoi” Uffizi. Che vanno avanti, e grazie al sostengo di Ferragamo (che ha donato 600mila euro in base all’accordo dell’atto siglato con il museo nel 2014) stamattina si è svelato il nuovo percorso di alcune sale dedicate al secondo Quattrocento.
«Un onore per la Famiglia e l’azienda Ferragamo avere preso parte a questa iniziativa. A Firenze la Salvatore Ferragamo è stata fondata ed è cresciuta, traendo notorietà e impulso dall’humus culturale locale. La partecipazione a questo importante capitolo della storia degli Uffizi dimostra ancora una volta la nostra gratitudine alla città e ai suoi abitanti», ha ricordato Wanda Ferragamo.
Ora, con i nuovi sistemi impiantistici, all’antica Fonderia e l’Arsenale (sale dalla 25 alla 32) arrivano il Tondo con L’Adorazione dei Magi di Domenico Ghirlandaio, Pietro Perugino, Filippino Lippi e Luca Signorelli, solo per citarne alcuni.
Buona nuova vita agli Uffizi, e in bocca al lupo a entrambi i direttori, il “vecchio” come si era definito Natali, e il nuovo.












