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Tradotto in italiano suona come “Sogniamo sotto lo stesso cielo”, ed è l’intervento che troverete nella Messeplatz di Art Basel firmato da Rirkrit Tiravanija in collaborazione con gli architetti tedeschi Nikolaus Hirsch e Michel Müller e lo chef finlandese Antto Melasniemi.
Il progetto prolunga idealmente l’esperienza di Tiravanija con la comunità artistica autosufficiente creata vicino a Chiang Mai, in Thailandia, che si impegna con l’idea di utopia artistica, presentando un modello ecologico e sostenibile per il futuro.
Ma che sarà, all’atto pratico, l’intervento di Basilea? Un giardino di erbe con cucina, sala da pranzo in comune e luogo di incontro, e il progetto coinvolgerà anche gli ingegneri Bollinger + Grohmann e gli studenti dell’Istituto d’Arte dell’Accademia FHNW di Arte e Design di Basilea, così come la Städelschule di Francoforte, per rendere attivo il lavoro durante la fiera.
L’installazione, come spesso accade nella pratica di Tiravanija, è un luogo di ospitalità, i visitatori possono prendere parte alle attività proposte, prendersi un tè thai, il tutto facendo self-service o servendo gli altri ospiti, donando qualcosa o partecipare alla cottura o al lavaggio dei piatti. L’installazione sarà composta da una struttura in bambù e acciaio modulare progettato da Nikolaus Hirsch e Michel Müller, mentre la partecipazione del cuoco Antto Melasniemi sarà funzionale per l’esplorazione del ciclo ecologico.
Commissionato da Art Basel, “Sognamo sotto lo stesso cielo”, è un lavoro sull’autosufficienza, che impiegherà solo energie alternative. Un bel modo per “Nutrire il pianeta”, ma forse a Milano non lo sanno.












