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Tutto è rimasto fermo al 12 luglio 1994, quando Carlo Mattioli andò in studio, si preparò a una giornata di lavoro, e poi se ne andò per sempre.
Una camera delle meraviglie, a Palazzo Smeraldi, con gli olii aperti e i disegni abbozzati che dalla settimana prossima, su appuntamento e per due giorni la settimana, tornerà visibile al pubblico e farà ripercorrere la carriera del pittore, nato a Modena nel 1911.
E che in queste stanze aveva ospitato i gradi intellettuali del ‘900 italiano: scrittori, poeti, registi, fotografi, giornalisti, storici e critici dell’arte, attratti dal carisma del solitario artista di Parma e dalla pittura di Mattioli, come Enzo Biagi, Morandi, Vittorio Sereni.
Ora l’Archivio non solo ha deciso di riaprire le porte ma anche di catalogare tutto il materiale documentario conservato nello studio, senza disperdere nulla, ma acquisendo dal mercato opere che venivano ritenute indispensabili per documentare il percorso artistico di Mattioli.
Le migliaia di carte e di documenti, i libri, disegni e gli olii sono stati fotografati e studiati, per essere poi rimessi nell’ordine che il Maestro aveva scelto, per costituire uno degli archivi più completi tra quelli degli artisti del ‘900.
Un’operazione che anticipa la costituzione della futura Fondazione Carlo Mattioli, con la quale sarà pubblicato il catalogo generale dei dipinti, delle opere su carta e delle sculture, e forse l’attività di ricerca del pittore vivrà una nuova promozione. Le presentazioni ufficiali, che daranno il via ai tour, sono fissate per venerdì prossimo, con Anna Zaniboni, nipote dell’artista, e Luca Massimo Barbero, curatore del catalogo generale dei dipinti dell’artista, a Parma.












