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Quattro centri d’arte più o meno contemporanea sono in costruzione (Palazzo delle Esposizioni, Macro, Maxxi e Gnam), una quarantina di nuove gallerie private hanno aperto dal 2001 ad oggi e poi fondazioni, associazioni, grande architettura contemporanea (Piano, Meier, Koolhaas, Fuksas, Desideri, Hadid, Decq) e festival. Insomma, la città che secondo certi benpensanti non poteva permettersi di diventare un polo per l’arte contemporanea, ci sta almeno provando con tutte le sue forze.
Ed un’ulteriore conferma potrebbe presto arrivare. Infatti secondo alcune fonti in mano ad Exibart sarebbe ormai cosa fatta l’apertura nella Capitale di una filiale della Gagosian Gallery. Il nuovo spazio sarebbe diretta emanazione del branch londinese del famoso mercante americano e aprirebbe nei primissimi giorni di Giugno. In che zona di Roma? Per questa ed altre informazioni non potete fare altro che seguire Exibart.
[exibart]












Ahimé! non succede mai che quando all’estero nasca qualche importante museo
lì vicino aprano filiali di gallerie italiane!
confidiamo sull’indipendenza dei nostri direttori di Roma per quel che riguarda i loro futuri programmi : non dimenticate di
promuovere anche l’arte italiana e magari non solo quella del solito noto gruppetto di
gallerie milanesi!
I musei dovrebbero essere, per quanto possibile ,dato l’inevadibile contesto, un
contrappeso alle imposizioni di chi ha più grano e più “aderenze”.
Sarebbe poi ora di parlare di più dell’
inutilità di certe importanti gallerie nostrane
che si dedicano quasi esclusivamente all’importazione d’arte internazionale, il che non è certo un male, ma il problema stà nel fatto che non rischiano e non lavorano sugli artisti nostrani, preferendo accodarsi senza tante fatiche a giochi già fatti e promossi da altri, andando a Londra o a New York con
il sacchetto della spesa per rivendere in blocco all’ingenuo, questo sì provinciale ed ignorante, collezionista italiano esterofilo.
E quando espongono gli artisti italiani
scelgono non quelli più bravi ed originali ma quelli che più si avvicinano alle mode transcontinentali che non sono sempre
di gran levatura, in realtà.
Forse l’apertura di filiali di gallerie estere
avrà questo di buono: che se qualcuno ci tiene tanto alla mitica arte internazionale
potrà comprare direttamente alla fonte aggirando questi mediocri importatori.
Parole sante MArco, perché è evidente che Gagosian si vuole piazzare a Roma per far dei direttori di Macro e Maxxi i suoi burattini. E già l’altro straniero sbarcato a Roma -Lorcan O’Neill- così ha fatto con uno dei due direttori, appunto…
trovo che il dato nuovo, tra gli altri, nel sistema dell’arte sia la domanda se questa proliferazione di strutture museali bastino a se stesse o se per caso abbiano perso quel loro ruolo di indirizzare e istituzionalizzare gli artisti migliori e più significativi.
Oggi purtroppo pare che i musei non bastino a se stessi e i direttori, in larga parte si limitino ad un commento, ad un allargamento, di ciò che già è avvenuto nelle gallerie.
questo succede al castello di rivoli: kaufmann e noero decidono , de facto, la programmazione della nota istituzione piemontese. negli ultimi tempi è stato un susseguirsi di loro artisti.
se un tempo c’era guenzani, ora preda di un limbo tra passato e futuro (del quale non sembra certo l’interprete più brillante)a decidere cosa sarebbe successo alla Re Rebaudengo (se l’ex ministro di cavour sapesse…)ora è de carlo a essere davvero l’unico despota del “quadrante nord” con perrone alla sandretto e , presto, berti alla gamec…dove di pietrantonio se ne guarda bene dal far qualcosa che garutti non approvi.
non parliamo di prato…soutiff s’accoda e suona motivi già visti in manifestazioni precedenti:vitone e favelli.
roma si distingue? non credo. il macro, partito molto bene con una serie di conferenze, se non sbaglio suggerite da d.denegri, oggi galleggia, riproponendo ormai da due anni il format di doppie personali più o meno celebrative di cose già celebrate…ma ve la ricordate voi la mostra alys vs caccavale (si chiama così?): molto ricordava un valentino vs mario brega…mai una mostra di ricerca vera…
vi sono in europa musei piccoli, certo più piccoli dei nostri romani, che producono qualità in maniera sorprendente, quello di Graz è esemplare.
poche settimane fa nasce il Pan? riuscirà leonard ad avere una programmazione di ricerca e non accozzaglie di commenti? la prima mostra è da dimenticare…una lista di artisti, ottimi, ma già ampiamente visti.
noi vogliamo abbuonargliela.
con tutti gli errori, ops orrori, che ci sono in giro per lo stivale ed anche liù in la…diciamo:”…vada per la prossima”
buon lavoro a tutti da cotifava: continuate a scrivermi, rispondo sempre a tutti con piacere.
ma come lasciarvi senza sapere i vostri commenti su la nuova chicca che si bisbiglia in giro?
e se miart, come risulta a noi della Santa Sede, fosse acquistato da Artissima?
Riusciranno gl’intrepidi galleristi milanesi a smettere di litigare ? e sconffiggere le orde del male della Neonata Associazione Galleristi Torinesi? (non ricordo la sigla…ma la sostanza nuova è quella)la quale ha riforgiato l’Anello con FSRR, Rivoli ed Artissima per la conquista della penisola?
oppure si faranno soffiare la fiera dai piemontesi?
il povero guenzani , nel comitato di miart da sempre, esce davvero con le ossa rotte da questa fiera? o sta facendo il gioco ad altri?
ciao ancora
vostro
mario cotifava