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I galleristi Karsten Greve, Alfonso Artiaco, Pilar Corrias (di Haunch of Venison), Gian Enzo Sperone e, forse, anche James Cohan e Massimo Minini, e poi i collezionisti Piervittorio Leopardi&Lidia Berlingieri, Nicola Bulgari, Anthony T. Podesta e Gianfranco D’Amato. Ecco gli attesissimi nomi del board di Roma – the road to contemporary art, la fiera organizzata nella capitale (dal 12 al 16 settembre) da Roberto Casiraghi, ex capo di Artissima a Torino. Exibart è in grado di anticipare la struttura di gestione della manifestazione. Come Artissima la nuova fiera avrà una governance basata su un’associazione (Roma Contemporary, il nome) che materialmente “produrrà” la fiera. L’ente, già costituito e presieduto dall’architetto ed albergatore Luciano Chesini, avrà il ruolo di creare un cuscinetto protettivo attorno alla fiera, avvalendosi dell’appoggio di eminenti personalità del milieu romano. Una camera di compensazione a garanzia di qualità che tenga a debita distanza dall’evento gli appetiti della politica e le grinfie delle temibili terrazze romane.
La kermesse avrà delle caratteristiche innovative a livello di allestimento: pur percependo nettamente il passaggio da una zona “di proprietà” di un gallerista a quella di un altro, il visitatore avrà la sensazione di camminare all’interno degli stand, transitando dall’uno all’altro senza l’ausilio di corridoi e le corsie. Palazzo Rospigliosi (presso il Quirinale), Santo Spirito (presso il Vaticano) e Palazzo Venezia saranno le tre sedi di una fiera diffusa in città. Nel quarto spazio delle Terme di Diocleziano (in Piazza Esedra, presso la Stazione Termini) sarà allestita una mostra affidata ad un curatore internazionale con opere comunque in vendita, fornite dalle circa ottanta gallerie invitate. La fiera – con un budget di circa 3,5 milioni di euro e con un catalogo che sarà più simile ad un magazine, sul modello della milanese Mint peraltro realizzata dai medesimi organizzatori – aspetta poi ancora risposte dalla provincia di Roma per acquisire anche lo spazio del neo-restrutturato Palazzo Incontro (presso il Parlamento), dove realizzare aree di accoglienza, servizi e sala stampa.
Intanto Roberto Casiraghi cercherà di limitare i malumori delle gallerie capitoline che temono di essere escluse da una fiera troppo internazionale e troppo orientata verso i grandi mercanti esteri. Il direttore e i galleristi romani si incontreranno -presso l’Hotel de Russie- lunedì 18 marzo per una riunione chiarificatrice…
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[exibart]














Comunque pare, a leggere quanto scritto, che anche in questo caso, come per Artissima, la fiera si baserà strutturalmente sul denaro pubblico. Solo in Italia queste cose qui…..
Settembre è troppo estivo per una fiera, ci andranno i galleristi che non verranno presi ad Artissima, diventerà un ripiego.
8-11 Dicembre poteva essere un buon periodo per Roma, la gente impazzisce per gli acquisti
e Roma luccica!