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Dopo le recenti polemiche dei giorni scorsi durante i quali l’Accademia aveva per protesta trasferito le sue lezioni in piazza dopo aver addirittura sospeso le attività didattiche, il capogruppo dei Verdi alla Regione Lazio, Angelo Bonelli, ha inviato una lettera ai ministri Moratti e Urbani chiedendo immediati interventi in favore dell’Accademia di Belle Arti di Roma, denunciando l’insufficienza degli spazi a disposizione e lo stato fatiscente dei locali.
“Allievi e docenti – denuncia Bonelli – sono costretti in uno spazio insufficiente, circa 3.500 mq, ed in strutture fatiscenti e precarie sotto il profilo edilizio che igienico – sanitario. In alcune aule vi sono infiltrazioni d’acqua e pioggia. Dunque non è possibile assicurare la didattica. La prospettiva di utilizzo degli spazi dell’ex Mattatoio è ancora lontana, e l’Accademia deve dunque far fronte immediatamente a problemi gravi e non più derogabili. Proprio per questo, e credo giustamente e legittimamente, il corpo docente in una riunione del 18 novembre scorso ha deciso la sospensione della didattica.”
Gruppo Verdi Regione Lazio – Consiglio Regionale del Lazio
via della Pisana 1301 – 00163 Roma
tel. 0665932231, fax 0665000760, lazio@verdilazio.it
www.verdilazio.it – www.angelobonelli.it
[exibart]










Bisognava aspettarselo, da uno Stato che bada soltanto alle Aziende, all’imprenditoria, fregandosene altamente della cultura e della formazione dei giovani (vedi le recenti Riforme della Scuola). Siamo “risorse umane” da sfruttare il più possibile e dobbiamo tacere. Sempre. Ma a chi importa se gli studenti faticano a svolgere gli studi entro gli spazi dell’Accademia?! A nessuno! A proposito, anche ai professori e al Direttore non importa. Tanto gli studenti sono una massa di cervelli col pensiero da addomesticare all’obbedienza, alla sottomissione e alla sopportazione di ogni genere di soprusi.
Se l’Accademia chiude vuol dire che vi è un malessere diffuso, è il sintomo più grave di una miope concezione aziendalistica della scuola e della stessa intelligenza umana. Altro che studenti come “risorse” umane, qui vi è un disegno che vuole la distruzione delle risorse umane, ed è voluto dall’alto. Anche io sono un professore e vedo in che stato la scuola sta lavorando, quando può e sempre più spesso con mezzi di fortuna. Chi è vicino agli studenti sa che non si possono maltrattare coloro che studiano e anche chi insegna: è un’offesa alla cultura. L’aziendalizzazione della scuola non serve, è deleteria e corrisponde a una logica perversa e malsana che a poco a poco toglie libertà di insegnamento, di apprendimento e di spirito critico…a tutti. L’Accademia di Roma non merita di essere buttata a mare con tutti coloro che vi lavorano e con gli studenti che la frequentano. Non si può lasciare in balia delle onde il corpo docente che si vede costretto a sospendere la normale attività didattica per inidoneità degli spazi didattici. E’ una vergogna perché in questo modo si rendono impossibili le condizioni per una serena didattica e si configura anche il reato di interruzione di pubblico servizio come è appunto l’insegnamento. Ma non è un’interruzione voluta, ma è dettata dalle oggettive circostanze di sicurezza violata e la colpa non può ricadere sui docenti e sul Direttore, ma ricade unicamente su coloro che hanno responsabilità di garantire l’idoneità dei locali e l’integrità anche fisica dei docenti e degli studenti che nell’Accademia vi svolgono le proprie attività culturali. Questo è un ulteriore segno di un degrado morale in atto…