20 febbraio 2006

Roma sblocca i fondi del 2% delle opere pubbliche. Con molti progetti e qualche ombra

 

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La notizia in termini generali non può che essere accolta con favore. Il comune di Roma ha individuato le risorse legislative che gli consentiranno di sbloccare -a livello comunale- i fondi del famoso “2%”, croce e delizia di generazioni di artisti, soprattutto scultori. La legge numero 717 del 1949 destina infatti il 2% dei fondi per le opere pubbliche in interventi tesi all’abbellimento di esse mediante opere d’arte. I termini dell’iniziativa romana saranno illustrati martedì 21 febbraio dal sindaco Walter Veltroni e dall’assessore all’Urbanistica Roberto Morassut, nel corso di un incontro pubblico presso la sala della Protomoteca in Campidoglio.
La delibera «Promozione dell’arte nelle opere pubbliche e nei programmi urbanistici attuativi» prevede la disponibilità dei primi 25 milioni di euro, che arrivano dai 600 milioni di euro previsti per opere pubbliche nel recupero degli ex articoli 11, e ne ipotizza l’utilizzo nella qualificazione artistica diffusa dei tessuti periferici. La delibera prevede anche che gli interventi possano essere affidati a studenti delle Accademie di Belle arti, per importi fino a 500mila euro. Il provvedimento pone poi le basi per risolvere un altro annoso problema, quello della regolamentazione burocratica e amministrativa degli Studi d’Artista. Nuove iniziative che animano l’ambiente romano, stavolta dal fronte pubblico.
Certo, qualche perplessità sorge spontanea. D’accordo, sostenere e incoraggiare gli studenti d’accademia è importante; ma siamo sicuri che frammentare una somma elevata come 25 milioni di euro, riempiendo le periferie di opere di giovani, per di più a “lotti” che arrivano a 500mila euro ciascuno, sia fra le prime priorità di Roma nell’arte contemporanea? Perché non dirottare almeno parte dello stanziamento, magari in joint-venture, verso realtà come il Maxxi, o il costruendo centro di Ostia, che hanno contribuito ad avviare una nuova stagione per il contemporaneo nella capitale?
Sta di fatto che con una dotazione annuale di 25 milioni di euro, si mantengono le attività di tre o quattro centri d’arte contemporanea di livello mondiale. Fate vobis…

[exibart]

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