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Diener & Diener alla Gnam, Massimiliano Fuksas per il Centro congressi dell’Eur e per l’Agenzia Spaziale al Flaminio, Renzo Piano al nuovo Auditorium, Zaha Hadid per un centro d’arte contemporanea e Odile Decq per l’altro, Richard Meier per una incredibile chiesa in periferia ed una controversa teca -in pieno centro- che conterrà l’Ara Pacis. A Roma quasi mancava solo lui, la star di tutte le archistar, l’architetto olandese più famoso del mondo, il teorico del caos urbano, il progettista di spazi controversi e differentissimi come la Biblioteca Nazionale di Parigi e i grandi Epicentri voluti dalla maison Prada in mezzo mondo. La capitale torna ad essere -dopo i fasti del Ventennio- un luogo di sperimentazione architettonica ed ospita -nel progetto di riqualificazione degli Ex Mercati Generali- Rem Koolhaas.
Gli Ex Mercati all’inizio della Via Ostiense sono un mostro da 82 mila metri quadri che dovrà diventare una sorta di Covent Garden alla londinese. O, detto alla romana, una Città dei giovani. Con sport, cultura e intrattenimento. Dalle piscine ai concerti, dai ristoranti alle mostre…
Per l’opera -primi cantieri a gennaio 2005, completamento previsto per il 2007- erano in corsa sette grandi consorzi di aziende. L’appalto è stato assegnato al gruppo capeggiato dalla Lamaro dei fratelli Toti, che appunto coinvolgeranno come consulente il sessantenne architetto di Rotterdam.
presentazione dei progetti:
Campidoglio – Sala delle Bandiere – Roma
ore 12.30 | Venerdì 19 Novembre
saranno presenti:
Walter Veltroni
Roberto Morassut (assesore ai lavori pubblici)
Massimiliano Smeriglio (minisindaco del XI Municipio)
[exibart]










il parallelo ai “fasti del ventennio” è assolutamente corretto.
Allora c’era la dittatura fascista che, specie all’inizio degli anni ’30 impose delle scelte urbanistiche e uno “stile” architettonico abominevoli.
Oggi apparentemente non abbiamo alcuna dittatura politica, tuttavia c’è una dittatura celata nel campo dell’architettura che sta abrutendo le nostre città. Il nostro stupido atteggiamento esterofilo porta i nostri politici (e i loro idioti e ignoranti suggeritori) a scimmiottare le porcherie che si fanno all’estero, così dopo i fallimenti – ovviamente non dichiarati – degli interventi della “grandheure” di Mitterand o dell “millennium” di Blair, oggi è il turno dell’Italia e di Roma che, “grazie” ai suoi politici, si offre allo stupro urbanistico architettonico di una schiera di modernisti ignoranti che non sanno nulla – né vogliono sapere – della nostra cultura millenaria, dato che il loro approccio con il progetto è il taglio col passato, così ci si trova davanti all’arroganza di personaggi come Odile Decq che dichiara apertamente che “siccome le era stato detto di mantenere le facciate ne ha smontato un pezzo per fare vedere che esisteva anche lei” oppure davanti alla dichiarazione del primo collaboratore di Meier per il progetto dell’Ara Pacis quando, in occasione della conferenza tenutasi presso l’Accademia Americana di Roma dichiarò che “nessuno ci aveva informati dell’esistenza di un porto in quell’area” (sic!) Questa massa patetica di ignoranti che presumono di derivare le loro conoscenze solo ed esclusivamente da se stessi mi disgusta, ma i nostri politici, assetati di propaganda gli applaudono e infrangono le leggi per affidargli gli incarichi.
Come mai nessuno dei “grandi nomi” imposti a Roma propone un’architettura tradizionale???
Siamo in dittatura, ma nessuno lo vuole ammettere e, probabilmente, come avvenne dopo il fascismo, qualcuno presto avrà modo di bollare i progetti di questa nuova “era” eitchettandoli Rutelliani o Veltronesi. VERGOGNA: imparate di più ad amare la vostra città e i vostri cittadini, imparate dagli errori del passato invece di ignorarli!