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Galeotte sono la GNAM, che riapre oggi con “Time is out of joint”, ridefinizione importante della sua collezione permanente, e Quadriennale, che torna dopo otto anni tondi, e che da mercoledì getterà il suo sguardo sull’arte italiana attraverso il lavoro di 11 curatori e 99 artisti in totale.
E così, da oggi al 16 ottobre, per una settimana la Capitale sarà “Contemporaneamenteroma“, con un coordinamento non solo della Galleria e di Palazzo delle Esposizioni, ma anche di MACRO, MAXXI, Ara Pacis, a cui si aggiungono anche il Festival del Cinema e Romaeuropa, con la mostra “Digital Life” negli spazi della Pelanda, che prevede anche la performance Complete works: Table Top Shakespeare della compagnia Forced Entertainment.
Al MAXXI, invece, da domani una serie di appuntamenti speciali: The Forgetting of Air di Francesca Grilli, il talk di Marinella Senatore, “Azione-Interazione” con Enough About You di Einat Amir, mentre dal prossimo 15 ottobre la collezione permanente avrà un nuovo allestimento con opere di Massimiliano Fuksas, Giancarlo De Carlo e Liliana Moro.
Per l’Assessorato alla Crescita culturale di Roma Capitale – si legge nelle comunicazioni ufficiali – questa è l’occasione per cominciare a dare visibilità ad una offerta sul contemporaneo di cui la città è ricca ma spesso inconsapevole e, in parallelo, porre le basi per avviare collaborazioni tra le istituzioni culturali che si dedicano alla cultura e creatività del nostro tempo”.
E per i più contemporaneisti anche tutto il programma “FuoriQuadriennale”, con la partecipazione di una serie numerosissima di gallerie: da Frutta a Gagosian, all’Istituto Italo-Latino Americano con Mariana Ferratto, promossa da The GalleryApart, da Erica Fiorentini che domani propone un “Paesaggio con figura” con Luca Pancrazzi, Donatella Spaziani e Laura Pugno, fino alla galleria Mucciaccia, con “Vent’anni dopo ultime generazioni” e le opere di Gianni Dessì, Cristiano Pintaldi, Piero Pizzi Cannella, Marco Tirelli.
Insomma si promette una rete “che si amplierà nel tempo per abbracciare altre creatività, produzioni e iniziative culturali, che parlino il linguaggio del presente e raccontino al mondo quanto Roma non sia solo Capitale del patrimonio culturale ma anche della vita culturale di oggi”.










