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Le inesauribili tensioni che continuano a dilaniare l’ex Unione Sovietica – solo ultima la rigida contrapposizione Russia-Georgia, giunta ad un passo dalla vera crisi diplomatico-militare – arrivano a coinvolgere anche le questioni artistiche. Ultranazionalisti russi hanno fatto irruzione lo scorso 20 ottobre nella Galleria Gelman, una delle più conosciute di Mosca, situata in Ulitsa Malaya Polyanka, distruggendo una ventina di dipinti dell’artista georgiano Alexander Dzhikia. Nascosti da pesanti paramenti militari, gli assalitori – una decina – hanno malmenato e poi immobilizzato il titolare Marat Gelman ed alcuni impiegati della galleria, distruggento computer ed apparecchiature prima di infierire sulle opere di Dzhikia. L’attacco è giunto giusto il giorno successivo al sequestro di alcune opere dell’artista, dal contenuto molto polemico nei confronti di Vladimir Putin, George Bush e Osama Bin Laden, avvenuto quando i dipinti erano già pronti su un aeroplano diretto a Londra, dove avrebbero dovuto essere esposti.
[exibart]








evvai!
finalmente un nuovo movimento serio….spero presto si crei anche quì in europa ne abbiamo urgente bisogno : la BOTT-ART
( ci vorrebbe un serio critico che possa teorizzare il movimento….pugni schiaffi e cazzotti in galleria…)
Si sa, gli estremi si toccano, dal socialismo si passa al comunismo e allo stalinismo che non differenzia dal nazismo.
E così Putin sta traghettando la Russia dal comunismo al nazismo…