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Di mostre legate all’Expo ce ne sono tante; vi abbiamo già parlato di “Arts & Foods” alla Triennale, come anche dell’esposizione dedicata a Leonardo Da Vinci a Palazzo Reale. Ma l’arte, che è parte del patrimonio genetico italiano, non poteva non entrare all’interno del Padiglione Italia, in rappresentanza di un Paese che, volente o nolente, è strettamente collegato alla cultura. Cinque opere provenienti da musei italiani saranno esposte per raccontare e mostrare da vicino questo legame affascinante: l’Ortolano di Arcimboldo, la Vucciria di Renato Guttuso (foto di copertina), il Genio Futurista di Giacomo Balla, i Grifoni di Ascoli Satriano del IV secolo a.C. e La Hora, statua di epoca romana in prestito dagli Uffizi.
A queste si aggiungerà una scultura (foto sopra) di Vanessa Beecroft, tra le artiste italiane più conosciute al mondo. L’opera in questione, che si chiama Jennifer Statuario, è composta da due sculture ricavate dal calco della sorella dell’artista, che ha definito il suo lavoro come un «Cristo al femminile». «Ho deciso di partecipare all’Expo innanzitutto perché ero lusingata da questo invito – ha affermato Beecroft – poi perché trovo che le Esposizioni Universali siano delle sfide, in cui l’artista è chiamato a intervenire in modo simbolico e metaforico per far scaturire delle riflessioni internazionali».
Il nostro patrimonio artistico ci aiuterà a salvare la faccia? Che ne pensate di questa scelta? Per ora, data la situazione, speriamo solo che anche le opere non tardino ad arrivare. (Giulia Testa)












