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I contorni della vicenda non sono ancora chiarissimi, e non è facile capire fino a che punto coinvolga la sfera etica, o se invece rientri in un caso di evasione fiscale. Ma ormai ne parlano tutti gli organi di stampa, e la verità non tarderà a venire a galla. Il direttore del Museum of Modern Art di New York, Glenn Lowry, avrebbe ricevuto nel periodo fra il 1995 e il 2003, stando al New York Times, oltre cinque milioni di dollari di stipendi in “nero”. Che si sarebbero andati ad aggiungere agli 1,3 milioni di dollari annui ”ufficiali”, che già ne fanno il manager più pagato nel settore. I pagamenti sarebbero venuti da un fondo creato da David Rockefeller e da Agnes Gund, presidente del Moma. Che si sarebbero giustificati sostenendo che si trattava di un incoraggiamento a Lowry a trasferirsi con la famiglia a New York… Ma qualcuno ha avanzato l’ipotesi che si trattasse invece di somme versate per trattenere il direttore al suo posto, e che lo stesso sarebbe stato fatto per altri importanti curatori, beneficiati di extra per centinaia di migliaia di dollari. E che la segretezza sarebbe dovuta alla necessità di non suscitare rivendicazioni da parte di altri lavoratori, le cui richieste cadevano invece inascoltate. Ora a fare chiarezza ci penserà il fisco, che negli Usa non fa sconti (Al Capone docet…).
[exibart]













