17 giugno 2007

Scava che ti passa. Riprendono dopo cinquant’anni gli scavi ad Ercolano

 

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Veduta degli scavi di ErcolanoTutto giù per terra. Soprattutto quando serve per riportare alla luce un patrimonio dell’umanità come l’antica Ercolano. E così, a cinquant’anni di distanza dagli ultimi scavi, gli archeologi tornano al lavoro per disseppellire un altro pezzo della città distrutta dall’eruzione del Vesuvio del 79 d. C.: per la precisione, l’area della Basilica, dove nel Settecento furono rinvenute le due statue equestri di M. Nonio Balbo (oggi al Museo Archeologico Nazionale di Napoli). Prima degli studiosi, però, passeranno le ruspe, destinate ad abbattere alcuni edifici soprastanti, sul lato di via Mare. Niente paura: nessuno finirà in mezzo alla strada per amor di cultura, giacché i fatiscenti palazzi sono da tempo disabitati. Tempi stimati per il repulisti – secondo l’assessore regionale al Turismo e ai Beni Culturali Marco Di Lello – quattro mesi. L’operazione, concordata con la Direzione regionale per i beni e le attività culturali, la Soprintendenza Archeologica di Pompei e il Comune di Ercolano, verrà economicamente supportata dai 9 milioni di euro attinti da fondi europei, già parzialmente investiti in una più ampia opera di riqualificazione e potenziamento di un parco monumentale che, nei primi cinque mesi del 2007, ha registrato 149.704 presenze, nonostante siano accessibili soltanto sette insulae. Buona parte del sito è infatti ancora sepolta sotto un durissimo banco tufaceo alto 8 – 10 metri, servito da “piattaforma” al secolare proliferare edilizio della popolosissima città di Ercole. Per il quale le proverbiali fatiche non finiscono mai… (a. p.)

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3 Commenti

  1. La notizie …. non può che rallegrarmi. Mio Padre Prof. Marco Sannino (n. 1901)era nativo dell’allora Resina (o Retina, Matrona Romana)ed oggi Ercolano mentre io sono nato a pochi metri Portici, la cittadina nella quale Federico II° di Hoenstaufen fondò la prima UNIVERSITA’ITALIANA, che oggi reca il suo nome. A Portici, in effetti, é nata la prima Facoltà Universitaria di AGRARIA italiana. Ma torniamo agli SCAVI. Negli anni ’50, allora studente di ingegneria, ho AVUTO L’ONORE DI AFFIANCARE il mio operato appassionato e volontario a quello del Grande NAESTRO ed ARCHEOLOGO Prof. Amedeo MAIURI: ho partecipato al restauro delle TERME, collaborando con l’ATLAS KOPCO che offriva i compressori e le pompe … gratis. E le TERME, che erano sotto il livello falda, furono portate alla luce. Sul finire degli anni ’60 morto il Prof. MAIURI, il suo posto fu occupato dal Prof. DE FRANCISCIS e le cose andarono lentamente avanti. Sono passati ormmai oltre 40 anni (ultimo mio contatto con De Franciscis anno 1968) e nulla é più accaduto. La notizia, che ho questa mattina letta, non può che rallegrarmi. Ma la mia pratica professionale quotidiana di ingegnere strutturista da oltre 45 anni ….. mi suggerisce che ci vorrà una GRANDE FORZA di VOLONTA’ … per portare alla luce gli SCAVI di ERCONANO. Ci sarà questa grande FORZA? E la VILLA di CALPURNIO PISONE detta dei PAPIRI, che é sotto un banco tufaceo di “lapilli misti a cenere” alto dai 10 ai 15 ml eruttato dal VESUVIO nella terribile eruzione del 79, é ancora li sotto ????? Sarei disposto anche a collaborare, mettendo a disposizione la mia lunga esperienza professionale di ingegnere, se aprrendessi che …. finalmente qualche cosa si MUOVE! Tra le mie realizzazioni professionali vi é la progettazione e direzione di alcune opere del PIANO SCHELDT nei PAESI BASSI (1978 – 2005), e con esattezza le PARATOIE di acciaio con sostegni di calcestruzzo armato, a scorrimento verticale(progetto architettonico STUDIO OTTO di Rotterdanm) che chiudono il bacino marino in prossimità di BERGEN op ZOOM a Sud di Rotterdam, regolando l’afflusso del Mare del Nord e contrastando i dannosi flussi e riflussi delle maree (con dislivelli di circa 2000 mm di acqua). Questo piccolo popolo (gli Olandesi) ha saputo in soli trenta anni realizzare opere tali da strappare milioni di metri quadrati di terra, oggi restituita alla popolazione e realizzare perfino una grande viabilità in una zona nella quale negli anni ’50 sono morti migliaia di persone travolte dal frusso del grande MARE del NORD. Senza ombra di dubbio penso che se ERCOLANO fosse stata curata dai tecnici Olandesi ….. oggi sarebbe la PERLA delle CIVILTA’ MEDITERRANEE più visitata.
    Prof. Ing. Umberto Sannino, S. T. A. – ROMA.

  2. Sono felice che siano ripresi gli scavi ad Ercolano,in precedenza Resina,perchè si riaccende l’attenzione sulla cittadina.Potrebbe anche essere un occasione per migliorare la qualità della gestione del sito archeologico,restaurando,conservando,ed estirpando le erbacce,che mi sembra il minimo!Andrebbero anche sorvegliati al meglio gli ambienti,affinche’ non venga portato via nessun materiale,pietre o quant’altro.

  3. Mi congratulo con i protagonisti dell’erculea impresa di dare avvio ad uno scavo agognato da studiosi e non. Soprattutto sono stati bravi a far rimuovere fatiscenze pericolose oltre che ottenere finalmente l’attenzione su un luogo tanto famoso quanto poco accuratamente valorizzato.

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