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“Si dice che l’avanguardia sia morta. Forse non è così, se le idee di un teatro d’arte vengono riprese in questo modo spregiudicato dal teatro ufficiale”. Così si conclude la sconsolata lettera firmata Elsa Agalbato e Fabio Sargentini, nella quale i due lamentano uno “scippo” subito da Luca Ronconi. Che nell’allestire a Ferrara lo spettacolo Doppio viaggio per Ulisse, avrebbe tratto – si sostiene nel documento – più di qualche ispirazione da Doppio Shakespeare, andato in scena alla Galleria l’Attico a Roma mesi prima. Senza citare il debito. “L’idea di Doppio Shakespeare – precisano Agalbato e Sargentini – è stata di allestire in due spazi attigui due teatri identici, costituiti ciascuno da palco, sipario e tribunetta. […] Che ti fa Ronconi? Leggiamo che vuole mettere in scena un doppio Ulisse su due palcoscenici contigui per due pubblici diversi. Dunque fin qui, l’impianto di Ronconi è sostanzialmente identico al nostro, la base di partenza è Doppio Shakespeare. […] Sicuramente ne verrà fuori un Doppio Ulisse lontano da Doppio Shakespeare. E allora perché Ronconi si preoccupa di non citare la fonte d’ispirazione?”.
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[exibart]










D’accordo con Sargentini, per quanto riguarda le cause della presunta morte del teatro d’arte. >
Ma come presunta! Da mò che è morta!!!!
forse una lettera così, sarebbe stato meglio spedirla ad un giornale, con tutto il rispetto per exibart, avrebbe avuto più visibilità.
Ma Sargentini a questo a pensato?
Altrimenti si rischia di parlarsi addosso.
Ma forse è questo che si voleva.
Nessun confronto.
Io mi ricordo bene l’Orlando Furioso di Luca Ronconi che vidi alle Halles a Parigi nel 1972, dove già la simultaneità era presente su due palco scenici! Dunque la critica formolata non regge. Bisogna rendere a Cesare quello che è di Cesare.
ah sargentììì……………