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Avete presente la Transamerica Pyramid, inaugurata nel 1972 a San Francisco e progettata da William Pereira? Ecco, Londra da oggi avrà una sua “piramide” di acciaio e cristallo, anche se in realtà il suo architetto, Renzo Piano, l’ha definita una scheggia (shard letteramente significa coccio). Sale in alto, in altissimo, fino a 315 metri, con un totale di 95 piani costati un miliardo e mezzo di sterline, di cui buona parte finanziati dalla banca del Qatar, che ha investito, come riportato in conferenza stampa, a lungo termine, per rinsaldare i rapporti con la capitale britannica. Da oggi, data di inaugurazione, è l’edificio più alto d’Europa e già la stampa e gli addetti ai lavori si dividono. In una lunga intervista apparsa stamane su “La Stampa” Francesco Bonami parla con il più internazionale degli architetti italiani che racconta della sua creazione come un simbolo del proprio tempo, e la cui portata si misurerà nelle prossime decine d’anni. Un grattacielo che, usando le varie inclinazioni del cristallo si specchierà contro il cielo, regalando agli osservatori uno spettacolo non troppo dissimile da quello che contraddistingue la facciata del nuovo quarto edificio del World Trade Center di New York, inaugurato qualche giorno fa, e la cui superficie si confonde nell’ambiente, diventando una sorta di “specchio” nella città.
Una struttura che non solo ha diviso i consensi (pare che il principe Carlo abbia detto che lo Shard oscura la cattedrale di Saint Paul, mentre la regina l’abbia ammirata entusiasta) ma che secondo i maligni mira a oscurare, almeno simbolicamente, l’ArcelorMittal di Anish Kapoor, acclamato e poi, nei giorni successivi alla sua inaugurazione, sbeffeggiato come il tentativo fallimentare di costruire una nuova Tour Eiffel, che invece si è rivelato uno scarabocchio rosso che dalla sua non ha nemmeno un’altezza vertiginosa (115 metri).
La Shard, invece, pare già investita del ruolo di nuovo approdo per la vita londinese: dai depositi ferroviari ai vecchi complessi industriali in decadenza e arrugginiti pare che ora, la zona del Tower Bridge sia destinata a diventare la “Victoria” contemporanea di Londra. Senza dimenticare la dimensione umana e l’importanza dell’ecosostenibilità: la torre è stata realizzata con un’altissima percentuale di materiali riciclati e vivrà, secondo l’architetto, 24 ore su 24: al suo interno un albergo di lusso, dieci appartamenti per milionari, una meditation room all’ottantesimo piano e una terrazza panoramica che nei giorni sereni permetterà allo sguardo di spaziare per 60 chilometri a 360 gradi. Il costo di salita per i comuni mortali? 25 sterline, ma Piano dichiara a Bonami che sta cercando di mettere una buona parola per abbassare il prezzo.









